Organizzare senza organizzazione di Clay Shirky

Marzo 28, 2011
Dotflorence

Clay Shirky Organizzare senza OrganizzazioneClay Shirky e' uno dei piu' grandi esperti degli effetti economicie sociali di Internet.
Dopo aver letto questo libro la tentazione e' quella di definirlo Guru dei Nuovi Media ma visto che questa espressione e' cosi' inflazionata evitero' di chiamarlo cosi'.
Il suo approccio all'analisi dei New Media in chiave antropologica,  culturale, economica, politica e con continui riferimenti alla psicologia sociale e dei gruppi e' davvero illuminante per comprendere meglio il presente e per iniziare a delineare gli effetti futuri dei nuovi media sulle nostre societa'.
L'obiettivo del libro (Uno per uno, tutti per tutti, il potere di organizzare senza organizzazione di Clay Shirky ed. Codice, Torino) e' analizzare gli effetti dei Nuovi Media sulla societa' contemporanea.
Il potenziale in termini di condivisione, collaborazione, azione collettiva fatto emergere dalla diffusione dei Nuovi Media (sempre piu' veloci, interconnessi, globali e con costi decrescenti per gli utenti) avra' effetti profondi e persistenti sulle nostre societa'.
E anche se adesso siamo solo all'inizio dell'era di Internet, sono gia' presenti in rete progetti che stanno modificando radicalmente la cultura delle societa' in cui operano: twitter, facebook, flickr, youtube, wikipedia, livejournal, blogger, wordpress sono solo gli esempi piu' famosi della rivoluzione copernicana in atto nel mondo dei Media.
Ma in che senso si puo' parlare di Rivoluzione? Quali sono le caratteristiche dei Nuovi Media che ci spingono a considerarla tale?
Importantissimi cambiamenti tecnologici nei mezzi di comunicazione si sono gia' verificati nel corso della storia: l'invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg (Magonza 1455, prima opera stampata La Bibbia a 42 linee), l'introduzione del telegrafo (prima trasmissione Washington-Baltimora il 24 maggio del 1844), l'invenzione del telefono (Meucci, teatro della Pergola, Firenze nel 1871), la radio (Marconi, 1895 a Pontecchio, Bologna), la televisione (intorno al 1928/29 negli Usa e GB e nel 1954 in Italia), il telefono cellulare (inventato da Motorola nel '73 ma prodotto solo nel 1983), Internet nel 1969.
Ogni implementazione tecnologica ha naturamente generato cambiamenti importanti nelle societa' in cui si e' diffusa.
La stampa a caratteri mobili come sappiamo ha avuto effetti profondi nell'Europa del XV secolo perche' permise la diffusione della Bibbia in lingue diverse dal latino con effetti che  si possono vedere ancora oggi sulla cultura delle societa' coinvolte.
Per la prima volta stampare un libro era piu' rapido che leggerlo e realizzarne migliaia di copie era adesso anche molto piu' economico di prima. La cultura e il sapere potevano finalmente diffondersi fra le masse.
L'invenzione di Internet (1969) - e della sua applicazione piu' importante cioe' il World Wide Web (1991) - rappresenta senza dubbio una Rivoluzione Culturale paragonabile a quella dell'invenzione della stampa del 1455.
Internet e' per sua natura un medium social, interattivo, libero e questo lo rende diverso da tutti gli altri
La facilita' di condividere, collaborare, agire, la possibilita' quindi di formare gruppi collaborativi e attivi agevolata da Internet (e da tutte le applicazioni e piattaforme collaborative che su di esso "girano") sono secondo l'autore le caratteristiche che rendono davvero rivoluzionario il mezzo.
Dai mezzi di comunicazione one to one, si passa ai mezzi di comunicazione di massa one to many, fino ad arrivare ai mezzi di Interazione di Massa many to many.

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MEZZI DI COMUNICAZIONE (da uno a uno)
Il Telefono e il Telegrafo si possono definire mezzi di comunicazione in quanto il messaggio viene trasmesso da uno a uno.
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (da uno a molti)
I mezzi di Comunicazione di Massa sono la radio e la televisione, in cui il messaggio viene inviato da uno a molti.
MEZZI DI INTERAZIONE DI MASSA (da molti a molti)
L'apparizione di Arpanet (1969) ma ancor piu' la nascita del World Wide Web  (Tim Berners Lee, Cern di Ginevra 1991) rappresentano una rivoluzione importantissima nel panorama dei Media in quanto questo nuovo medium libero, gratuito per tutti ha permesso la nascita di una moltitudine di applicazioni e progetti generati e continuamente alimentati dal basso, dagli utenti, dai cittadini comuni che sono consumatori e contemporaneamente produttori di contenuti.
Ognuno di noi oggi e' una potenziale fonte di contenuti e questi vengono distribuiti attraverso lo stesso medium che diffonde anche i contenuti broadcast.
Interessante conseguenza delle diffusione dei media social, many to many e' il fatto che i contenuti privati convivono con i contenuti di interesse pubblico. Lo stesso medium viene cioe' utilizzato dalla CNN o dal mio vicino di casa che mi racconta la giornata. Chi non e' abituato a questa compresenza sullo stesso medium di messaggi con finalita' e contenuti tanto diversi potrebbe essere scandalizzato dal fatto che chiunque puo' pubblicare quello che vuole "costringendo"  in un medium pubblico come Internet. Ma l'audience cui mirano e' molto diversa e solo chi e' nativo digitale puo' muoversi senza farsi troppe domande in questo ambiente. Le vecchie generazioni abituate a medium diversi per funzioni diverse forse non saranno mai in grado di capire fino in fondo la natura dei nuovi media ( e dei contenuti che vi circolano)
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Il libro di Shirky inizia con il racconto apparentemente banale di una ragazza che perde il suo cellulare in un taxi di New York.
Episodio banale di per se' (ogni giorno qualcuno perde qualcosa nei taxi di New York) se non fosse per come si sono sviluppati i fatti che hanno poi portato al suo ritrovamento.
La ragazza (Ivanna) ha infatti contattato un suo amico programmatore (Evan) che si e' messo in contatto con la compagnia telefonica per farsi mandare il back up di tutti i dati presenti sul cellulare (dati importantissimi perche' Ivanna stava organizzando il suo matrimonio e in memoria c'erano tutti i riferimenti dell'evento, dai telefoni del catering alla lista degli ospiti...).
Una volta ricevuto il back up i due si rendono conto qualcun altro stava utilizzando il cellulare in quei giorni, una certa Sasha, una ragazza madre ispanica di cui avevano trovato (grazie al back del cellulare) alcune foto che aveva scattato in quei giorni e l'indirizzo mail.
Ivanna e Evan la contattano allora immediatamente chiedendo indietro il cellulare ma lei risponde che non avrebbe mai restituito il cellulare a dei ricchi bianchi (evidentemente anche lei aveva visto le foto di loro sul cellulare) perche' certo non lo meritavano.
Ed e' qui che entrano in gioco i nuovi media, la condivisione, collaborazione, l'azione di gruppo.
Evan crea immediatamente un sito web, dove racconta questa storia, pubblica la foto della ragazza e i suoi messaggi e la spedisce via mail a tutti i conoscenti. Immediatamente la storia si diffonde e grazie all'azione di un gruppo sempre piu' numeroso si rintracciano i profili Myspace di Sasha e del suo fratello e si scopre anche l'indirizzo della casa. Fra i membri della community sorta intorno a questo caso ci sono anche avvocati e poliziotti che danno consigli su come comportarsi.
Evan scrisse 40 aggiornamenti in 10 giorni e la sua storia venne riportata sui principali social network e comincio' a ricevere migliaia di mail da parte di persone che solidarizzavano con lui.
La Polizia di New York, che inizialmente aveva trascurato il caso (ci sono in effetti cose piu' importanti da seguire a New York) alla fine si trovo' costretta ad andare fino in fondo. E dopo 10 giorni recupero' il cellulare e arresto' la ragazza.
Blog, Social Network, Email hanno permesso di aggregare in tempo record (pochissimi giorni) migliaia di persone intorno a questa storia.
Una storia che senza l'intervento  dei nuovi media non sarebbe mai emersa.
CONDIVISIONE: Evan ha aperto un sito dove si raccontava la storia e ha spedito l'indirizzo ai suoi amici e conoscenti che a loro volta l'hanno spedito ad altri via mail (che puo' dunque diventare uno strumento social se si invia un messaggio a piu' persone contemporaneamente)
COLLABORAZIONE: le persone che si sono sentite coinvolte nella storia hanno cominciato a fare indagini, dare consigli legali, dare supporto mediatico
AZIONE la pressione esercitata dal gruppo creatosi spontaneamente ha portato all'azione la polizia, i media broadcast che si sono occupati del caso e le persone comuni che hanno portato avanti investigazioni in modo indipendente condividendole con gli altri membri.
Ottenere la partecipazione immediata e gratuita di un gruppo - Investigazione, consulenza legale, informazioni di prima mano da polizia e da esercito - da impossibile e' diventato molto semplice.
Ci sono molte piccole ragioni che hanno portato a cio', tecnologiche e sociali e tutte hanno contribuito a realizzare un grande cambiamento: formare un gruppo oggi e' diventato molto piu' facile.
Se si pensa a questo stesso episodio ambientato in una New York anche solo di 25 anni fa ci rende conto che la storia sarebbe andata ben diversamente. Cero esisteva comunque un gruppo latente di persone potenzialmente interessate alla vicenda ma come sarebbe stato possibile raggiungerle? Si sarebbe dovuto comprare una pagina del New Times per raccontare l'episodio? E poi le persone come avrebbero comunicato fra di loro? Per telefono? Per lettera, magari scambiandosi ritagli di giornale? E come si sarebbe scoperta l'identita' della ragazza?
Anche 25 anni fa le persone avrebbero provato gli stessi sentimenti nei confronti del furto ma nessuno avrebbe avuto tanta energia e tempo disponibile da dedicare alla risoluzione di questa ingiustizia.
I mezzi a disposizione allora avrebbero dunque di fatto inibito una qualsiasi azione.
La principale barriera ad un'azione di questo tipo, cioe' i costi (in termini di soldi, tempo, attenzione, lavoro) per mettere insieme un nuovo gruppo negli ultimi anni sono diminuiti, anzi si potrebbe dire che sono letteralmente crollati.
Le comunita' di pratica create ad esempio da Yahoo groups (ma anche da flickr), i gruppi di discussione nati in Meetup, i gruppi nati contro i preti pedofili di Boston (che hanno portato alle dimissioni del vescovo Law), addirittura gruppi pro anoressia o gruppi di cyberrivoluzionari (o rivoluzionari open source) oggi possono nascere con una facilita' sconcertante.
E l'aspetto piu' interessante di tutti questi gruppi e' che nascono con facilita' e senza costi proprio perche' nessuno li organizza e li gestisce dall'alto.
Sono cioe' Organizzati ma senza un'organizzazione ufficiale che li gestisce.
Sul web esistono piattaforme (Facebook, Meetup, MySpace, Yahoo Groups, Flickr, twitter, livejournal, blogger,  etc. etc) che mettono a disposizione la propria infrastruttura lasciando alle persone la liberta' di creare gruppi di qualsiasi tipo (donne casalinghe nere del Massachussets, ex testimoni di Geova, Associazioni di ragazzi abusati dai preti cattolici, esperti di foto Hdr, gruppi proanoressia, dissidenti Egiziani, etc. etc..).
Nessuno ha pensato dall'alto a creare questi gruppi, semplicemente gli strumenti tecnologici social oggi presenti permettono alle persone di creare gratuitamente (in senso lato) gruppi di qualsiasi natura che potranno sopravvivere se avranno abbastanza membri attivi per portar avanti il progetto.
Naturalmente siamo solo all'inizio dell'era di Internet e questi sono strumenti giovanissimi. Ma gia' ora e' evidente che gli effetti sulla societa' sono profondi e importanti (si pensi a Linux, a Wikipedia, alla collaborazione fra biologi su scala planetaria, alle rivoluzioni Arabe gestite attraverso twitter e facebook, al citizen journalism negli esempi di Londra o dello Tsunami Thailandese...)
Questi strumenti (sempre piu' social, veloci, globali, gratuiti, asincronici, bottom-up) fanno gia' parte del panorama dei Media e sara' molto interessante capire come si diffonderanno e come incideranno nella realta'.
Gran parte delle barriere che limitavano l'azione di gruppo sono crollate e senza questi ostacoli siamo liberi di sperimentare nuovi modi di aggregarci e di portare a termine compiti complessi.
Inoltre il costo del fallimento e' sostanzialmente pari a zero e quindi se un esperimento o un gruppo non porta i risultati sperati non ci sono ricadute economiche significative per nessuno dei partecipanti e questo permette di sperimentare liberamente (molto piu' di quanto non possano fare organizzazioni classiche).
Di seguito la breve storia di 5 esempi molto significativi (e di successo) di applicazione pratica di questi strumenti e della filosofia che vi sta dietro : Flickr, Wikipedia, Twitter, Linux, la Goldcorp..
FLICKR,  MERMAID PARADE, IL CITIZEN JOURNALISM...
La Mermaid Parade in FlickrLa Mermaid Parade e' una sorta di sfilata in maschera che si tiene a Coney Island l'ultimo sabato di Giugno.
Ogni anno migliaia di persone vi partecipano e scattano foto.
Alcune di queste foto finiva sul giornale ma la maggior parte erano viste solo dal fotografo stesso e dai suoi pochi intimi.
Nel 2005 per la prima volta un centinaio di partecipanti (dai professionisti con i teleobiettivi agli amatori con i cellulari) ha raggruppato migliaia di foto della Mermaid Parade e le ha rese pubbliche online.
Il gruppo ha condiviso queste immagini utilizzando un servizio che si chiama Flickr, che permette di assegnare ad ogni scatto un'etichetta arbitraria chiamata tag , oltre che una breve descrizione della foto, le caratteristiche tecniche dello scatto e la geolocalizzazione della foto.

Il risultato e' che oggi chiunque da qualsiasi parte del mondo puo' accedere a flickr inserire parole chiave come Mermaid Parade, Coney Island Parade e simili e vedere le foto delle varie sfilate succedutesi negli anni.
Lo stesso succede se cerco foto di Matera, Firenze, Carnevale di Viareggio, Rio de Janeiro, Venezia o se cerco foto sugli attentati di Londra del Luglio 2005, di New York del 2001 o dello Tsunami giapponese del 2011.
Flickr e' lo strumento che permette la condivisione ma ecco una lista delle cose che non ha fatto per fare in modo che cio' accadesse : 1) non ha individuato la Mermaid Parade o gli altri eventi citati come eventi interessanti degni di copertura, 2) non ha coordinato i fotografi della festa, 3) non ha identificato le foto relative, 4) non ha diviso le foto online per argomento

Quello che ha fatto e' stato invece permettere agli utenti di etichettare le foto in modo da organizzarle.

Quando uno o piu' utenti utilizzano lo stesso tag quelle foto vengono immediatamente collegate.
La tag diventa il ponte per passare da un utente all'altro aggiungendo quindi una dimensione sociale al semplice gesto di vedere le foto.
La distinzione tra un Flickr che coordina gli utenti e un flickr che invece li aiuta a coordinarsi da soli puo' sembrare minima ma e' in realta' vitale in quanto e' l'unico modo che permette a flickr di di sostenere i costi di gestione.
Si pensi ad esempio a quale sforzo avrebbe dovuto compiere lo staff di Flickr se avesse voluto raccogliere e catalogare le centinaia di foto della mermaid parade.
Per prima cosa la sede di Flickr avrebbe dovuto sapere che dall'altra parte degli States esisteva una certa sfilata.  Avrebbe dovuto individuare i fotografi che vi avrebbero preso parte. Avrebbe dovuto indicare i tag da inserire per aggregare le foto. Avrebbe dovuto selezionare le foto da pubblicare. Uno sforzo titanico moltiplicato per ogni sezione oggi presente su Flickr (decine di migliaia...)
Una missione impossibile senza una piattaforma aperta, realmente social, dove le persone hanno la possibilita' di aggregarsi autonomamente.
Interessante notare come lo stesso Google (che e' comunque un'organizzazione profit) utilizzi lo stesso principio. Google e' in grado di ordinare miliardi di risultati sulla base dei tag che sono inseriti dai gestori di siti, blog, portali, piattaforme di e-commerce. In sostanza gran parte dell'organizzazione e' delegata all'esterno (in outsourcing o meglio in crowdsourcing)

Analizzato il meccanismo che permette ad una piattaforma come flickr di aggregare fotografi che partecipano allo stesso evento (o che sono comunque interessati allo stesso soggetto) si puo' capire come questo puo' (e potra' sempre piu' in futuro) avere conseguenze importanti nel momento in cui queste piattaforme vengono applicate a temi piu' importanti della Mermaid Parade...
Citizen Journalism on the roadAdesso cittadini che partecipano ad eventi come le grandi manifestazioni di Piazza dei paesi arabi ad esempio hanno molte piattaforme dove condividere le proprie foto, dove iniziare a scambiarsi informazioni (collaborare) e da li' organizzare magari azioni piu' incisive.
Lo stesso dicasi per il ruolo che flickr ha avuto nell'identificare le persone durante lo tsunami thailandese o in occasione degli attentati di Londra.
Interessante tra l'altro notare come in questi due esempi citati tutte le foto scattate sul luogo subito dopo gli eventi erano state scattate da semplici cittadini perche' i fotoreporter delle agenzie ufficiali non erano naturalmente sul posto.
Il gruppo organizzato senza organizzazione in questi casi e' stato piu' efficiente dei gruppi ufficiali organizzati che prima di riuscire ad inviare i fotografi, selezionare le foto da pubblicare, pubblicarle e distribuirle ha fatto passare molte piu' ore.
Oggi un contenuto (foto, testo, video) puo' essere pubblicato e poi filtrato (anche perche' il costo dell'operazione e' tendente a zero). Basta un telefonino, una connessione, un account twitter, flickr o una mail e se si e' nel posto giusto al momento giusto si puo' realizzare uno scoop bruciando sul tempo organizzazioni molto piu' strutturate.
Le organizzazioni profit strutturate ancora oggi, prima selezionano/filtrano poi pubblicano perche' l'operazione ha un costo e si vuole evitare in tutti i modi un fallimento.
I contenuti dei giornali (ma anche i prodotti che vengono venduti nei negozi) devono tradizionalmente sottostare al controllo di gatekeepers che filtrano, selezionano e poi pubblicano/espongono. Oggi - visto il costo tendente a zero - si puo' pubblicare un articolo o mettere in vendita un prodotto attraverso Internet senza preoccuparsi se questi avranno successo o meno.
Anderson nel suo libro la Coda Lunga spiega esattamente questo fenomeno che puo' essere applicato sia ai beni materiali che a quelli immateriali.
WIKIPEDIA
Wikipedia Enciclpedia liberaIn un libro o in una rivista la distinzione tra scrittore e lettore e' forzata dal mezzo; in un wiki (che in hawaiano significa veloce, ma che qualcuno interpreta anche come acronimo di What I Know is..) c'e' un continuo spostamento da un ruolo all'altro (la flessibilita' del ruolo e' proprio uno dei risultati dell'amatorializzazione di massa).
Ogni volta che un utente modifica un contenuto su una delle pagine, il wiki registra i cambiamenti e salva la versione precedente.
Il primo wiki (creato da Ward Cunningham nel 1991) per archiviare e far crescere le conoscenze dei programmatori fu un enorme successo. E questo funse poi da modello per tutti i wiki successivi.
Wikipedia nacque nel 2001 proprio su questo modello e alla fine del primo anno aveva gia' 15.000 voci inserite. Il processo era semplice, tutti potevano partecipare e tutti potevano integrare o correggere i contenuti precedentemente immessi.
E gli atti di vandalismo? i contenuti vandalizzati venivano immediatamente corretti demoralizzando e inibendo quindi chiunque avesse scritto una pagina di contenuti inventati  per poi vedersela cancellata completamente nel giro di pochi minuti.
Certo, il caso del giornalista John Siegenthaler che per 132 giorni fu coinvolto nell'assassino di Kennedy (cosi' era scritto nella sua biografia inventata su Wikipedia) rappresenta un momento buio dell'esperimento (e questo peraltro ha portato a modificare alcune regole interne specialmente in merito alla realizzazione di biografie di persone viventi).
Ma il meccanismo di self healing (autoguarigione) di Wikipedia funziona comunque bene e funzionera' sempre meglio con il crescere della community (piu' persone saranno attive piu' tempestivi e accurati saranno i controlli delle pagine).
Certo l'idea alla base di Wikipedia e' che le persone - per motivazioni diverse dal denaro - possano aver voglia di impegnarsi in progetti di interesse comune. Una teoria razionalmente bizzarra. Ma che Wikipedia - con il suo crescente successo - ha dimostrato essere vera.
Tutto questo reso possibile da Internet, medium  globale, veloce, asincronico, libero, interattivo, social.
Con buona pace dell'Enciclopedia Britannica (o della Treccani)
TWITTER
Twitter, messaggi per la Rivoluzione?Nel libro di Clay Shirky (pubblicato nel 2008!) vengono riportati interi scambi twitter di attivisti Egiziani (quando mi viene la tentazione di chiamarlo Guru dei Nuovi Media un motivo ci sara'...)
Twitter e' un sistema di messaggistica che si basa sulla tecnologia Internet per inviare messaggi a gruppi di utenti interessati ad un determinato argomento individuato da una hashtag (es #cairo2011)
Il meccanismo di CONDIVISIONE, COLLABORAZIONE, SPINTA ALL'AZIONE teorizzato da Shirky trova in Twitter uno degli strumenti principali specialmente in relazione alle recenti vicende delle rivoluzioni 2.0 avvenute nel mondo arabo.
Comunicare la propria posizione agli amici, dirigerli verso un luogo preciso in caso di azioni di guerriglia o di manifestazioni, scambiarsi le info sono diventate operazioni semplicissime grazie a questa piattaforma.
LINUX
Linux, rivoluzionare la cultura e l'economia con l'open sourceLinux si puo' considerare come il progetto open source per antonomasia. Uno studente finlandese non soddisfatto del sistema operativo che utilizzava decise di implementarne uno nuovo, invitando altri programmatori a collaborare con la promessa di mantenere la licenza libera per tutti.
Il progetto ha avuto talmente tanto successo da essere ormai installato nel 40% dei server del pianeta.
Un altro esempio di condivisione, collaborazione gratuita, spinta all'azione per migliorare il mondo, abbattere i costi per il sistema Internet e per renderlo piu' efficente per tutti gli utilizzatori.
GOLDCORP
L'esempio della GoldCorp, apre il libro Wikinomics di Tapscott e Williams e viene ripreso anche da Clay Shirky.
La storia e' interessante. Il manager di un'azienda mineraria Canadese (GoldCorp) in crisi decide di indire un concorso di idee internazionale per chiedere idee, pareri, suggerimenti, analisi su quali potessero essere i siti migliori (nel territorio di competenza dell'azienda) per estrarre oro in modo profittevole. I tecnici interni all'azienda non sembravano infatti in grado di soddisfare questa richiesta.
Nel giro di pochissimo tempo arrivarono studi da parte di geologi e appassionati di tutto il mondo con progetti e analisi innovative che hanno portato la Goldcorp a moltiplicare i guadagni in pochissimi anni. Questo fenomeno viene chiamato nel libro CrowdSourcing per differenziarlo da Outsourcing e per sottolineare che nel mondo ci sono moltissime intelligenze pronte a collaborare (volontariamente o a pagamento) e che adesso e' possibile coinvolgerle grazie ai nuovi media.
I nuovi media e la condivisione, collaborazione, azione di massa che questi rendono possibile attraverso l'abbattimento delle barriere per la creazione di nuovi gruppi (politici, economici, amicali, valoriali, etc) stanno gia' cambiando il mondo reale.
Molti professionalita' dovranno reinventarsi (fotografi, giornalisti, produttori discografici, cinematografici, aziende farmaceutiche, laboratori di ricerca, editori, commercianti, traduttori, etc) e molte Istituzioni (Governi, Eserciti, Chiesa) si troveranno a dover combattere sfide inedite dal momento che il potere dell'informazione non e' piu' centralizzato e controllabile ma sempre piu' e' in mano ai cittadini.
Internet e' ancora giovane ma e' chiaro che i cambiamenti saranno epocali.
Internet rappresenta chiaramente una sfida alle attuali societa' e non ne e' una semplice decorazione.
Non resta che rimanere con le antenne dritte (e i mouse ben saldi in mano!) per capirne fino in fondo la portata.

(Articolo di marco de la Pierre :: Docente di teoria e tecnica dei Nuovi Media presso l'Universita' di Scienze Politiche di Firenze)

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