La difesa del dominio

Novembre 6, 2012
Dotflorence

domini2 Gentile avvocato, sono titolare di un'azienda il cui marchio è registrato e volendo aprire un sito internet con conseguente acquisto del dominio, mi sono accorto che il nome della mia azienda è già utilizzato da un altro utente che ha occupato il dominio, creando confusione in chi volesse cercare il mio marchio su internet. Ci sono possibilità di rientrare in possesso del nome di dominio omonimo del marchio della mia azienda?
Il lettore nella sua domanda fa riferimento alla registrazione dei cosiddetti “nomi a dominio”, ossia sequenze di lettere e/o numeri, che vengono combinate dagli utenti. Spesso sono costituiti dal nome stesso degli utenti oppure sono nomi di fantasia o ancora sono distintivi di un marchio o un'azienda che ha la necessità di farsi rintracciare facilmente su internet.
I nomi a dominio sono unici e non possono essere duplicati, quello che può cambiare è l'estensione del dominio. Il suffisso .it è una delle tante estensioni disponibili e non indica soltanto l'appartenenza geografica. Infatti, bisogna precisare che anche i cittadini e le imprese dell'Unione Europea possono registrare un numero illimitato di domini a targa .it.
In Italia, il Registro .it gestisce e mantiene aggiornato l’archivio dei nomi a domino (DBNA, database dei nomi a dominio assegnati); la sua funzione è quella di associare gli indirizzi numerici necessari per muoversi in rete a un nome, attraverso il sistema Dns (Domain Name System), che regola il funzionamento di internet.
L'utente che volesse registrare un nome dominio (per semplicità pensiamo all'azienda Tizia) dovrà rivolgersi a specifiche società, chiamate Registrar, le quali forniscono dalla semplice registrazione di un nome a dominio alla realizzazione di siti Web, alla fornitura di connettività Internet e di servizi altamente specializzati.
Si può comunque verificare preliminarmente se il nome a dominio prescelto possa già essere stato registrato da un altro utente, tramite il database WHOIS, che è la banca dati nella quale vengono raccolte le informazioni relative ai titolari dei nomi a dominio ed è consultabile pubblicamente.

Come si deduce dalla domanda, il lettore ha appreso che il nome a dominio probabilmente più vicino alla denominazione della sua azienda è già stato registrato da un altro utente.
Vediamo quali sono le azioni da intraprendere nel caso concreto.
Innanzitutto, va valutato se il diritto ad ottenere il nome a dominio in questione da parte del lettore sia tutelabile, poiché vi può essere un identico - e allo stesso modo degno di tutela - diritto da parte dell'utente che lo ha registrato (si pensi al caso di omonimie).
In generale, si tenga conto che le richieste di registrazione che giungono dall'utente vengono gestite secondo la regola del “first come, first served”, purché ovviamente non vi siano i presupposti per la riassegnazione del nome a dominio.
Sono molto frequenti le controversie in ordine alla registrazione del nome a dominio da parte di soggetti terzi, che spesso non hanno uno specifico interesse al nome in questione o che addirittura lo utilizzino per scopi illeciti.
Accade spesso che vengano registrati nomi a dominio simili a domini noti o contenenti il marchio di aziende famose. Tale prassi, nota con il nome di accaparramento di nomi a dominio (cybersquatting o domain grabbing), ha quale fine quello di realizzare un lucro sul trasferimento del nome a dominio a chi ne abbia interesse.
dominiNel caso di specie, un'azienda potrebbe vedersi utilizzare il dominio in malafede, con una conseguente concorrenza sleale e deviazione della potenziale clientela, attraverso un segno distintivo registrato precedentemente simile a quello utilizzato nel nome del dominio dal resistente e/o un uso confusorio del marchio. Inoltre, si fa presente che la registrazione del marchio non tutela da tali ipotesi.
Un soggetto privato, peraltro, potrebbe veder leso il proprio diritto all’identità e/o il diritto al nome e/o il diritto alla libera espressione.
Le modalità di tutela in tali casi sono le seguenti:
la procedura di opposizione, predisposta dal Registro .it, che consente l’accesso a due procedure alternative al ricorso all'autorità giudiziaria, ossia l’arbitrato irrituale e la procedura di riassegnazione;
la tutela giudiziaria, cautelare e di merito.
Per iniziare un’opposizione è necessario inviare al Registro una richiesta scritta con le generalità del mittente, il nome a dominio oggetto dell'opposizione, le motivazioni e i diritti che si presumono lesi.
L'opposizione deve essere rinnovata, tramite raccomandata, ogni 180 giorni, salvo che vi sia un giudizio, un arbitrato o una procedura di riassegnazione in corso. La richiesta di rinnovo non può essere ripetuta per più di due volte.
In relazione all'arbitrato, la controversia viene risolta dagli arbitri, esperti in materia di assegnazione di domini .it, che compongono il Collegio arbitrale.
In relazione alla procedura di riassegnazione, questa è condotta da appositi studi professionali (chiamati Prestatori del Servizio di Risoluzione delle Dispute, PRSD) ed ha lo scopo di verificare che un dominio non sia stato registrato e mantenuto in malafede, con in tal caso la riassegnazione del dominio al soggetto che ha iniziato l’opposizione.
La riassegnazione non impedisce comunque il ricorso alla magistratura o all'Arbitrato, ma non può essere attivata se si è già dato inizio ad una procedura arbitrale o se si è in attesa di un giudizio pendente da parte di un giudice ordinario.
La procedura di opposizione, quindi, non necessita dell'intervento dell'autorità giudiziaria e in linea di massima ha dei costi contenuti e dei tempi abbastanza celeri.
In alternativa, vi è il ricorso al Tribunale attraverso una tutela cautelare, ossia d'urgenza, in cui si può chiedere di sospendere l'utilizzazione del nome a dominio fino alla decisione del giudice, oppure attraverso l'instaurazione di una causa di merito che prevede dei tempi sicuramente più lunghi.
A cura dell'avv. Florinda Corrado

 
STUDIO LEGALE
AVV. ROBERTO VENTRELLA – AVV. FLORINDA CORRADO – DOTT. LUCA BELLEZZA
Viale Morgagni, 5 – 50134 – Firenze
Tel / Fax 055 433373
E-mail : avvocato@dotflorence.com

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