L'Eterna Domenica e il Content Marketing

Aprile 1, 2020
Alessandra Andreani

L’Eterna Domenica e il Content Marketing: cronaca di un Tempo che regala Tempo 

tempo che regala tempo"L'Eterna Domenica e il Content Marketing: cronaca di un Tempo che regala Tempo" sembra il titolo di un buon romanzo ma in realtà è ciò che provo durante questa permanenza forzata a casa, dove tutto sembra essersi fermato, in attesa che il male passi, il virus in qualche modo esaurisca la sua forza e tutto torni alla normalità.
Che cosa lega l'Eterna Domenica al Content Marketing? Azzardo una risposta: riuscire a gestire il tempo a disposizione in modo costruttivo. Nel web troviamo tanti buoni suggerimenti su come passare il nostro tempo, dal fare ginnastica alla possibilità di migliorare le proprie competenze seguendo corsi online, ma non sempre riusciamo a mettere in pratica i buoni consigli.

Sentimenti contrastanti, l’idea di essere in ferie, la preoccupazione e l’ansia per il prossimo the perfect housewifefuturo, si accavallano creando alla fine un ulteriore lockdown personale che ci inchioda nel tedio delle nostre mura. Dobbiamo però fare uno sforzo e riuscire a ottimizzare tutto questo tempo a disposizione, intervallando le lavatrici e le pulizie domestiche con altre attività; un loop da 'massaie forsennate' al quale dobbiamo rubare del tempo costruttivo, magari pensando a progetti rimasti troppo a lungo nel cassetto o pensare a strumenti che possano migliorare la nostra attività lavorativa.

Guardando il triste calendario delle 'non prenotazioni' della mia struttura, ho pensato: "Perché non riguardare tutti i testi dei miei annunci?" Perché non adoperare parte dell'Eterna Domenica per fare un po' di Content Marketing? E così ho iniziato a leggere, scrivere, ottimizzare, alla ricerca di un testo 'perfetto' o almeno che fosse coerente con la mia proposta di valore aggiunto.

“Lockdown time”: l'Eterna Domenica dedicata a costruire il tuo Content Marketing

In questo tempo che si può identificare con un'eterna domenica, perché sembra non finire mai, possiamo prendere i nostri testi e migliorarli, tenendo in considerazione diversi aspetti. Lo stesso Airbnb, proprio in questi giorni, ci invita ad aggiornare i nostri annunci, dandoci tutta una serie di consigli.
Dalla mia piccola scrivania anch’io vi propongo un’attività ed è quella di guardare i testi delle descrizioni dei vostri annunci e dargli, per così dire, una ‘rispolverata’ per fare del buon Content Marketing.
Partiamo dalle base: che cos’è il Content Marketing? Perché se ne sente parlare così tanto? E perché dovrei ‘introdurlo’ nella descrizione delle mie camere, della mia struttura ricettiva, del mio prodotto e/o servizio?
Dire che la mia struttura ricettiva è bella, grande e spaziosa e dotata di tutti i comforts è sicuramente utile ma è un tipo di informazione piatta, senza prospettiva, senza immaginazione, senza identità; in altre parole: comune.
I testi di un sito aziendale, che vende prodotti alimentari, devono essere certamente descrittivi ed evidenziare le caratteristiche peculiari di quei manufatti come qualità, provenienza, certificazioni, ecc. ma anche rispondere a tutte quelle domande ‘latenti’ che stanno alla base di ogni ricerca: da dove provengono i prodotti? Quali sono le connessioni con il territorio? Altre caratteristiche da sottolineare?

Allo stesso modo un sito di un albergo o di una struttura ricettiva, oltre alla descrizione delle camere, deve rispondere a ciò che io sto cercando o ciò che potrei cercare: oltre ai musei o palazzi storici nelle vicinanze ci sono altri servizi da sottolineare come palestre super attrezzate, parchi per famiglie o per fare sport, ristoranti o trattorie famose?  Ancora: ci sono servizi speciali come cooking lessons, bike tours, laboratori artigianali da sottolineare?
Un’altra soluzione, nel caso di alberghi, B&B o case vacanze, è quella offerta dalle OTA (online travel agency) che dopo un tot di recensioni positive possono spingere la mia struttura più in alto rispetto ad altre; se poi fra i punti di forza, annoveriamo un’ottima posizione o l’ausilio di una piscina, siamo davvero salvi. Ma ne siamo davvero sicuri? Avere 9.2 su Booking o essere Superhost su Airbnb ci permette di stare tranquilli e ben lontani dai nostri vecchi e nuovi competitors? Il sito, quello che dovrebbe servire per ‘disintermediare’, ovvero incentivare le prenotazioni dirette, evitando l’uso delle OTA, lo curiamo in tutti i minimi dettagli? I nostri testi, oltre a descrivere, contengono le ‘risposte’ che i nostri futuri clienti stanno cercando?

Dallo Slogan al Content Marketing

Dobbiamo sempre considerare che il marketing negli ultimi anni è fortemente cambiato e con esso il modo di comunicare. Una volta i grandi marchi e le grandi aziende dominavano incontrastate il mercato.

customer journeyUno slogan ben costruito e una pubblicità ripetitiva identificavano il prodotto con il relativo target di riferimento e tutti eravamo contenti.

Oggi il consumatore ha cambiato aspetto, anzi ha cambiato, capacità e competenze, e cerca le informazioni in modo autonomo, indipendentemente da slogan e pubblicità troppo autoreferenziali.

I fattori che determinano la decisione sono scanditi da una ricerca iniziale (pilotata dalle nostre precedenti scelte) che man mano diventa consapevolezza per poi giungere alla reale decisione. Non a caso si parla di 'customer journey' ...

Gli Italiani portano nel DNA l'arte del raccontare

Artisti, architetti, pittori e scultori gli italiani portano nel DNA l’arte del raccontare. Per noi italiani ‘raccontare’ dovrebbe essere la nostra seconda attività.
Non si tratta di scrivere il romanzo della propria attività ma di fare uno sforzo e andare oltre a ciò che "si vede". Anche un buon copywriter ha bisogno delle informazioni giuste per creare un buon testo. Tante volte, tramite una buona intervista (che in genere precede la costruzione di un testo), cerchiamo di individuare quella proposta di valore unico (UVP unique value proposition) che renda unica e riconoscibile la vostra struttura o il vostro prodotto ma non sempre è così facile.
Ci vuole molta collaborazione e una buona dose di fiducia per comprendere che vogliamo arrivare allo stesso obiettivo: avvicinare il consumatore all'acquisto o se vogliamo meglio contestualizzare il concetto, avvicinare l'ipotetico cliente a prenotare la vostra struttura.
Andiamo oltre alla descrizione e raccontiamo che cos’è quel palazzo, quella poltrona, quell’oggetto o quel quadro oppure cerchiamo l’ispirazione giusta e cerchiamo la storia dei nostri dintorni, qualcosa a cui possiamo aggrapparci e che può rendere il nostro servizio o il nostro prodotto ‘credibile’, ‘affidabile’ oltre che riconoscibile.
Spesso, già nel nome che abbiamo scelto, indichiamo una storia. Per esempio, prendete la mia La Sartoriastruttura: “la sartoria di Anna e Gianni”.
Molti intuiscono facilmente la connessione ma altri, la maggior parte, lo ignorano e si fidano completamente delle immagini e delle recensioni positive.
Spesso quando prenotano o chiedono informazioni scrivono: ‘Dear Anna’, pensando che il nome citato nel listing sia anche il mio e spesso lascio perdere le spiegazioni rimandandole al momento del check in. Alcuni, più curiosi, traducono e mi chiedono ulteriori informazioni o fanno un parallelismo con le loro stesse storie; altri non ci fanno caso e quando arrivano si guardano in modo attonito e sorpreso e altri, infine, non mi chiedono niente e lo fanno, magari, dopo la partenza!
Questo cosa mi dice? Mi dice che posso fare un lavoro migliore, che posso migliorare la descrizione del mio annuncio nelle OTA (Airbnb e Booking), nei social (facebook e Instagram), nei canali di recensioni (TripAdvisor) e nei canali di Local SEO (in particolare la mia pagina Google My Business).
Il mio consiglio? Procedere per gradi:

  1. suddividere le informazioni per tipologia;
  2. fare un elenco delle parole che più vi piacciono e che meglio descrivono il vostro luogo, la vostra attività;
  3. chiedere consiglio agli amici; e soprattutto
  4. ascoltare il vostro webmaster

Un suggerimento? Prendere le vostre recensioni (un anno non sarebbe male):

  1. fare un elenco delle parole che ricorrono più spesso;
  2. riportare le parole su un foglio excel;
  3. quali sono i punti di forza?
  4. quali sono i punti deboli?
  5. su cosa non siete d’accordo?
  6. costruire un testo in base alle parole 'positive' che ricorrono più spesso;
  7. confrontare la vostra descrizione con quello costruito usando le parole delle recensioni;

Costruire un testo, soprattutto in ottica SEO, non è così facile e talvolta non basta raccontare la nostra "storia" ma provarci è un buon modo per impiegare il tempo che abbiamo a disposizione e dare alla nostra Eterna Domenica un significato diverso.
Alessandra Andreani
_________________________________

Linkedin: Alessandra Andreani
Consulenza e Formazione per l'ospitalità
Profilo Airbnb: la Sartoria di Anna e Gianni 
E-mail: a.andreani@dotflorence.com
Cell: +39 347 1621591
_________________________________

6 Condivisioni
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram