23 aprile 2005, ore 20.27: Jawed Karim effettua il primo caricamento ufficiale sulla neonata piattaforma YouTube. Il video ha una durata di 19 secondi e mostra il giovane informatico di fronte ad una gabbia di elefanti presso lo zoo di San Diego. Da questa breve sequenza d'immagini ha inizio la rivoluzione del tubo virtuale.
Il successo stratosferico e torrenziale del sito, nato da un'idea di Chad Hurley, Steve Chen, e Jawed Karim, ha sostanzialmente due origini: una tecnica e l'altra sociale.
La prima è dovuta alle innovazioni tecnologiche dell'ultimo decennio che hanno consentito una condivisione totale e orizzontale di video su tutti i browser.
La seconda, precedente alla prima, è uno dei risultati più evidenti della digital revolution, che ha portato telecamere, macchine fotografiche, telefonini e webcam nelle mani di buona parte del mondo occidentale.
Uno più uno, in questo caso, fa circa 1,65 miliardi di dollari.
Dall'idea semplicissima del broadcast yourself, in base alla quale chiunque è in grado di creare il proprio, personalissimo canale, nasce questo sito fatto di persone e molto altro ancora.
I dati sono sconvolgenti: ogni giorno vengono visualizzati circa 100 milioni di video da ogni parte del globo e ogni ventiquattro ore vengono aggiunti circa 65.000 nuovi video sul database, generando così uno dei tassi di crescita più alti di tutto il web. Ed è proprio per questi numeri che nel 2006 il colosso Google, in seguito al vano tentativo di eguagliare tali risultati con Google Video, decide di acquistare YouTube alla suddetta cifra da capogiro.
Ma cos'era YouTube ai suoi albori? Niente, solo un portale di video.
E cos'è divenuto oggi?
Tutto.
Il futuro e contemporaneamente il passato, la new way of television e insieme un archivio della memoria, un'immensa
scatola dell'immaginario collettivo dell'ultimo secolo di vita mondiale, dove trovano posto, oltre a una serie infinita di video "fai-da-te", vecchie pubblicità, sketch, eventi storici, servizi televisivi, goal, videoclip, manifestazioni politiche, film, documentari, concerti...
Insomma tutto il possibile, per definizione non riassumibile: il mondo.
Un mare magnum incontrollabile, dove anche media storici e consolidati come televisione e giornali inseguono la piattaforma e i suoi video-scandalo o suoi reportage, i suoi utenti e i suoi trend.
Inutile dire che il pericolo per le Major è enorme, dato che la maleducata anarchia di YouTube mette in dubbio il loro futuro, portando alla memoria la malaugurata sorte toccata alle case discografiche dopo l'avvento di Napster.
D'altronde, come ci insegna Fincher nel suo ultimo film, chi mai aprirebbe un negozio di dischi oggi?
Da tempo infatti si vocifera anche di eventuali accordi che le principali Major del cinema statunitense stanno tentando di strappare a Google, per la distribuzione dei loro film su youtube.
Il sito infatti potrebbe presto introdurre all'interno del proprio portale di video sharing film completi provenienti dai cataloghi delle più importanti case cinematografiche mondiali (ca va sans dire, a pagamento...)
YouTube è ormai un punto di riferimento assoluto, in cui la pubblicità sta facendo carte false per ritagliarsi un proprio spazio vitale.
Di più, la pubblicità spesso oggi ha inizio proprio da YouTube, che presenta svariati trailer cinemtografici e spot di vario genere in anteprima esclusiva.
Ma non solo; il sito infatti è stato il palcoscenico prescelto per il lancio del web film "Zeitgeist" di Peter Joseph (oggi vero e proprio cult che conta ben due sequel all'attivo, rispettivamente "Zeitgeist: Addendum" e "Zeitgeist: Moving Forward"), un documentario no profit del 2007 il cui utilizzo è stato destinato, sin dal momento della sua realizzazione, alla rete.
E al Sundance Film Festival di quest'anno Ridley Scott nelle vesti di produttore e Kevin Macdonald in quelle di regista si sono spinti ancora oltre: durante il celebre concorso dedicato al cinema indipendente è stato infatti presentato "Life in a day", il primo social movie girato direttamente dagli utenti del web.
Il "giorno" in questione è il 24 luglio 2010, data in cui chiunque era invitato a filmare la propria giornata per poi caricare il video su YouTube.
Per rispettare la filosofia 2.0 del film, l'anteprima mondiale è stata ovviamente trasmessa in diretta su YouTube. Il risultato è quello di aver impresso sul web ventiquattro ore di vita sul nostro pianeta, catturate da migliaia di occhi (precisamente 80.000 utenti) sparsi in tutto il mondo.
Un mondo che diventa non più un semplice palcoscenico, bensì il NOSTRO palcoscenico, quello di tutti noi, lontani fisicamente ma uniti dalle migliaia di nodi di cui è compostala rete.
Un mondo dove chiunque può avere un ruolo attivo, dove si può esprimere e mostrare noi stessi.
Sempre e comunque "as you like it".
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(Articolo di Deborah Macchiavelli, Bottega del Video)