Errare humanum est, perseverare non è diabolico, semplicemente non ti è più concesso.

Sempre più spesso mi capita di fare incontri con clienti che hanno intenzione di realizzare il loro nuovo sito web o rilanciarne uno esistente. Beh in entrambi i casi parlando di strategie di marketing online, ma anche offline alle domande, avete chiaro quali saranno i vostri buyers persona o quale è il segmento di mercato dove intendete posizionarvi? O anche, avete pensato chi cerca il vostro prodotto cosa potrebbe usare come chiave di ricerca più o meno latente? Spesso le risposte sono sempre NO (anche se questa negazione ha un peso differente nell’economia di scala dei due esempi) dal quale già inizia a trapelare un dubbio … 

Allora ve lo devo dire chiaramente: senza Keyword Research non si arriva lontano. 

Essendo direttamente correlata al Search Intent e all’Architettura dell’informazione senza non potrete mai strutturare bene il sito, ottimizzare gli Url, creare articoli del vostro blog utili al branding e inbound marketing e così via…

Perché questa attività va fatta PRIMA di creare qualsiasi altra cosa riguardante il vostro sito. 

Altrimenti è come costruire la vostra casa su fondamenta non solide. Il programmatore, il grafico, il copywriter dovranno conoscere perfettamente la strategia SEO che deriverà da essa.

E i punti chiave sui quali spalmare la keyword research sono questi, alcuni direi i soliti noti ..:

Tutto questo vi aiuterà a comprendere al meglio la fattibilità economica e calcolare le giuste coperture finanziarie per ogni attività, senza una previsione è impossibile parlare di strategia imprenditoriale. Tutti gli imprenditori, dal più grande al più piccolo, dovrebbero considerare e bene questi passaggi!

In futuri articoli approfondiremo l'argomento, ma se volete comunque parlarne contattateci per fissare un appuntamento!

Una svolta importante e per adesso senza controindicazioni (oltre alle solite...)

Il 9 Marzo 2021, Google ha introdotto Free Booking Links, una funzione per permettervi di mostrare i prezzi della vostra struttura ricettiva direttamente come risultato organico (e quindi gratuitamente) nella vostra scheda Google My Business.

Fino ad oggi l’unico modo per comparire nel metasearch comparatore dei prezzi della scheda dell'hotel (e non solo: nelle Serp di Google, su Google Maps e all’interno dell’assistente vocale e soprattutto su Google Travel) era con una campagna Google Hotel Ads attraverso il proprio account Google Ads

Ma allora i prezzi organici?

Ancora oggi il primo blocco visualizzato è costituito dalle “opzioni sponsorizzate”, il comparatore di prezzi dell'Hotel Ads.

Ma sotto, nel secondo blocco chiamato “tutte le opzioni” vengono mostrati i risultati organici con il prezzo dell’hotel senza la necessità di dover creare una campagna Ads: lo riconoscete fra tutti perchè è contraddistinto da un badge “Sito ufficiale” e un pulsante “visita sito” che rimanda direttamente al booking engine della struttura.

Detto questo magari sarete interessati a sapere come si attiva il tutto

 Per apparire su Free Booking Links in Google Hotel Ads è sufficiente appoggiarsi a un qualsiasi BE che sia riconosciuto Google Partner, ovvero in grado di aderire al programma e tecnicamente certificato da Google (e non tutti lo sono).

» Ecco qua una lista aggiornata

Questo si occuperà in maniera automatica di inviare tutte le informazioni necessarie tra cui prezzi e le disponibilità direttamente a Google.

Le prenotazioni sono disintermediate, non si dovranno pagare commissioni .

Quindi Free Booking Links, bello e buono?  

Questa funzionalità segna effettivamente una svolta epocale, è impossibile non comprendere immediatamente la potenza di questo nuovo strumento. Ok, Google sta diventando una OTA, ma se questo al momento vi porta dei vantaggi perchè preoccuparvene? Lo avete fatto quando Booking.com o Airbnb hanno preso il monopolio del mercato?

Il vantaggio principale che ha l’hotel con Free Booking Links è la semplicità con cui si può attivare questo canale di distribuzione, infatti è sufficiente che:

  1. la tua struttura ricettiva abbia una scheda Google My Business e ...
  2. utilizzi un BE che sia partner certificato
    Inoltre...
  3. Assicurati che la tua pagina venga caricata in un tempo ragionevole e sia completamente funzionale.

Parlando di risultati organici ovviamente l'algoritmo di Google non è estraneo a questo processo.

Vengono utilizzati una serie di segnali per determinare quali link sono i migliori da mostrare agli utenti, fra i quali le preferenze dei consumatori, il valore offerto all'utente, l'esperienza della pagina di destinazione e l'accuratezza storica dei prezzi forniti a Google.

Google afferma che la sua relazione commerciale con il fornitore di link di prenotazione gratuita (BE partner) non ha alcun effetto sul ranking, e che nessuno può pagare per un ranking più alto: la partecipazione o la non partecipazione a Hotel Ads non influisce su di esso.
» Impara come ottimizzare i tuoi link di prenotazione gratuita con la guida di Google

Contattate il nostro team per una consulenza gratuita sul tema più caldo del mese! info@dotflorence.com

Articolo di Paolo Ramponi - CEO & Co-Founder dotFlorence Srl

La prima cosa che devi fare per progettare al meglio il tuo sito.

Avrai sentito sicuramente parlare di Search Intent, ovvero intento di ricerca: il motivo vero per cui viene cercato qualcosa su di un motore di ricerca. Ribaltando il punto di vista, il motivo vero per il quale devi essere visibile per le ricerche esplicite o latenti dei tuoi potenziali clienti.

Se vendi trapani al dettaglio, fatti trovare da chi deve fare un buco nel muro a casa sua! Lui cercherà 'trapani/o' quindi nel tuo content dovrai aver ben scritto 'ideale per fare qualsiasi lavoro di bricolage in casa', Google capirà che se vuole un trapano per casa ci deve fare per forza un buco ... cerchio chiuso.

Quando affini la tua query - ricerca - fino a trasformarla in keyphrase, dalla più semplice di 2/3 parole fino alla coda lunga di 6 parole (oltre statisticamente è raro andare), la tua intenzione sarà finalmente palese e Google avrà meno difficoltà a mostrarti le risposte più pertinenti.

Ma nel caso la tua query sia breve e il senso della ricerca sia confuso, o meglio suscettibile di interpretazione, Google procederà col mostrarti risultati misti che ‘potrebbero’ rispondere alle tue intenzioni di ricerca. Decide lui.

Ovviamente sta a te dargli tutti gli aiuti giusti! E capire l’Intento di Ricerca è fondamentale. Oggi imprescindibile.

Tieni ben presente per iniziare la tua keyword research che in ambito SEO le ricerche - che sono oltre 3,5 miliardi al giorno ... - vengono classificate in “gruppi di query“. Di seguito i principali.

Da qua, con il supporto di Analytics, Search Console e altri strumenti di analisi come Semrush, puoi partire, senza tralasciare lo studio dei competitors, applicando la retroingeneria.

Però, non basta l’ottimizzazione delle keyword, occorre anche costruire una buona sottostruttura di relazioni tra entità (parole con significati latenti) e parole chiave on site, integrata con una buona ottimizzazione della presenza di entità correlate con links interni ed esterni.

Riassumendo senza una keyword research posta al primo posto fra le tue attività SEO pensi di poter progettare una struttura del sito performante? Ottimizzare gli url di ogni pagina? Ottimizzare le immagini con nomi e tag alt? Strutturare l'internal ed external linking? E andando avanti, creare un blog con articoli pillar, branding o inbound marketing? Creare un canale video correlato? E se hai un e-commerce, creare schede prodotto ottimizzate? Beh, ad ognuna di queste domande la risposta è NO!

Tieni sempre ben presente che per ottenere rilevanza ed autorevolezza è altresì basico approfondire quella specifica area di ricerca denominata SEO Semantica (che con gli ultimi Core Update di Google ha sempre più importanta, basta citare Bert) e scendendo ancor più nel difficile del LSI Latent semantic Indexing (cioè l'algoritmo che permette di comprendere una query anche se questa non è del tutto esplicita), base del Semantic Web & Concetto Latente.

In pratica: diverse entità concettualmente reali sono associate attraverso particolari istruzioni date ai motori di ricerca per correlarle tra loro. (contesto e contenuto - analisi relazioni tra i vari termini).

L’associazione può essere latente quando è presente “inconsciamente” nella persona che vuole esprimere un concetto o un desiderio ma non lo fa in maniera esplicita nella query di ricerca.

Grazie a tutto questo Google proverà ad anticipare le ‘intenzioni’ evolvendosi (metamorfosi ormai completata direi…) in motore di risposta! Dobbiamo fare in modo che i suoi tentativi includano noi nelle risposte! Perchè è ormai storia, oltre il 50% delle ricerche sono 'zero click searches' ovvero l'utente non arriva al vostro sito perchè il suo search intent è soddisfatto dalle 'risposte' del motore in SERP!

Zero Click Searches in Google
(Immagine non recentissima ma molto esplicativa della situazione attuale)

Quindi capite che se le risposte sono le tue magari non avrai più il traffico diretto di una volta ma contatti diretti (addirittura meglio no...?). Qua entra in gioco l'ottimizzazione dei tuoi tag Title e snippets. E Google My Business.

Snippets in google SERP

Per tutto questo occorre chiedere aiuto ad una buona Keyword Research con accurata scelta delle Keywords per le quali competere in SERP direttamente collegata al SEO CopyWriting, sempre aggiornata agli ultimi core update di Google! Se non ritieni di avere tempo e/o competenze chiedi aiuto ad un esperto, ad un'agenzia o a chi credi che ne sappia più di te, per farti indicare la 'retta via'!

Paolo Ramponi
dotFlorence Web Agency
Co-Founder Turismo Digitale
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Spesso una buona struttura di link interni nel tuo website in rapporto con la user experience è sottovalutata..

Questo almeno emerge parlando con clienti presenti e futuri, esattamente come avveniva con i passati ... il problema è atavico: sottovalutare l’importanza di costruire i giusti collegamenti interni alle pagine web in un giusto contesto di correlazione per contribuire a stabilire la giusta gerarchia delle informazioni nel sito. Oltre che per permettere agli utenti di navigare meglio il tuoi contenuti. Per questo voglio parlarne, anche se in modo superficiale ma comunque sufficiente spero a fare accendere qualche lampadina.

Ah poi questo accelera anche il processo di indicizzazione delle pagine e migliora il click through rate, quindi diminuisce la frequenza di rimbalzo … aumenta il tempo di permanenza, ottimizza il crawl budget … insomma hai capito, è importantissimo!

Ogni volta che nel tuo sito c’è un link ad una o più pagine del tuo stesso sito, sia quelli di navigazione quanto il breadcrumb, sia i link correlati a fondo pagina che i link ai tag cloud e via dicendo, hai un classico link interno. Poi puoi avere - devi! - quelli definiti ‘contestuali’ (contextual) quando sono collegati ad #ancore interne al contenuto

Negli ultimi tempi di internal linking se ne parla sempre di più, essenzialmente perché Google lo cita come fattore importantissimo per l’indicizzazione. Questo non da adesso. E noi, pigri, abbiamo sempre sottovalutato la cosa, anche per colpa dei vari CMS che fanno quasi tutto da soli, anche gestire non sempre benissimo con un plug-in i link contestuali. 

Certo dobbiamo considerare anche i problemi che un uso esagerato di questa pratica può causare. Ad esempio affondare pagine a una profondità di navigazione enorme, l'aumento di pagine non trovate con errore 404 (se non è costante anche un broken link audit), link interni al contenuto testuale gestiti in automatico (quindi ancore tutte uguali) e ultimamente anche sempre più link non canonici e pagine orfane nella sitemap.

Dobbiamo rispettare essenzialmente il criterio contestualizzazione: più il sistema di internal linking è accurato e correlato semanticamente più questo può aiutare il tuo ranking!

https://neilpatel.com/blog/the-complete-guide-to-internal-linking/

Bene, ora puoi iniziare a controllare come il tuo sito usa i link interni ... : https://www.seoreviewtools.com/internal-link-analyzer/

Paolo Ramponi
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Save the Last Click.

Grazie alla Canalizzazione Multicanale possiamo scoprire molto su quello che riguarda l'attribuzione dell'ultimo click [il famoso Last Click], che può misurare l'ultimo ads, link, impression in serp [search engine result page] o sui social su cui un cliente ha cliccato e attraverso un evento o un obiettivo convertito con acquisto o prenotazione o quant'altro [vedi articolo su obiettivi & eventi]. Questa prima forma di attribuzione è estremamente utile per il tuo marketing: sapere ad esempio che un particolare annuncio è stato quello che ha guidato la conversione ti aiuta nel perfezionare la strategia!

Google Analytics utilizza il modello di attribuzione Last Interaction. Ciò significa che il 100% del credito per la conversione di un obiettivo va all'ultimo click. È meglio illustrare questo aspetto attraverso un esempio.

Un esempio di Attribuzione dell'Ultima Interazione

Immaginiamo che Marco stia considerando di prenotare le sue vacanze con la sua famiglia in un appartamento :

Interazione 1 - Marco Googola il termine 'appartamenti vacanze per famiglia' e visita appartamentiperfamiglie.com.  Marco lo naviga e poi esce dal sito.

2 giorni dopo...

Interazione 2 - Marco nota un post su Facebook di appartamentiperfamiglie.com intitolato "Come trascorrere le vostre vacanze con la famiglia in un appartamento".  Poi clicca su un link per guardare il prezzo di un appartamento per 4 persone.  Marco esce poi dal sito.

3 settimane dopo...

Interazione 3 - Marco è tornato su Google alla ricerca di 'appartamenti vacanze per famiglia'.  Questa volta scrive su Google le ‘appartamenti vacanze per famiglia con bambini'.   Nella parte superiore della SERP, un Ads di appartamentiperfamiglie.com dice: "Risparmia fino al 20% per le tue vacanze in famiglia con bambini".  Marco clicca e prenota.

In questo scenario, il Pay-Per-Click di Google Ads riceverà il 100% del credito per la conversione.

Google Analytics ti presenterà in questo modo l'attribuzione, tutta all'ultima interazione [o Last Click]:


La clausola "Visita diretta"

L'unica eccezione all'Attribuzione dell'ultima interazione in Google Analytics è se l'ultima visita è stata una visita diretta.

Se, durante l'interazione 3 del nostro esempio, Marco avesse inserito un segnalibro su appartamentiperfamiglie.com e fosse tornato il giorno dopo tramite quel segnalibro, la conversione sarebbe comunque attribuita al 100% a Pay-Per-Click.

Questo in realtà ha senso, perché ci sono poche azioni utili che possiamo intraprendere venendo a conoscenza che una conversione è il risultato del traffico diretto senza sapere come Marco ci è arrivato.

Google Analytics la attribuirebbe in questo modo:

Google Analytics Ultima Interazione


Il problema dell'attribuzione dell'ultima interazione

Fate attenzione.  Se vi fidate ciecamente dei vostri rapporti di conversione potreste prendere delle pessime decisioni sulle azioni di marketing in corso.

Per capire cosa potrebbe succedere, diamo un'occhiata ad altri modelli di attribuzione.

Prima interazione - alla prima interazione viene dato il 100% del merito.  Nel nostro esempio, il 100% del credito sarebbe dato alla ricerca organica o SEO.

Lineare - Il credito è uguale in tutte le interazioni. Nel nostro esempio SEO, Facebook e Google Ads riceverebbero lo stesso credito.

Time Decay – Si dà più credito agli eventi più recenti.  Nel nostro esempio l'impatto del SEO si ridurrebbe, mentre Google Ads avrebbe un impatto maggiore.

Position Based - Spesso utilizzato per dare uguale credito alle prime e alle ultime interazioni e meno credito alle interazioni intermedie.  Nel nostro caso Facebook avrebbe avuto un impatto minore in quanto si trattava solo di un passaggio intermedio, non stimolava né chiudeva la vendita.

La soluzione [parziale] al modello di attribuzione di Google Analytics

Principali percorsi di conversione

Google Analytics non ci lascia completamente all'oscuro dei tanti canali che possono contribuire a una conversione, ha per fortuna un'intera sezione chiamata  ‘Canalizzazioni Multicanale’  che ti porta a capire meglio come tutto il tuo marketing digitale sta lavorando.

All'interno della scheda ‘Canalizzazioni Multicanale’ ci sono diversi rapporti, ma nessuno più importante del rapporto ‘Principali Percorsi di Conversione’.

Il rapporto ‘Principali Percorsi di Conversione’ potrebbe essere il più importante che hai mai visto.  Potrebbe salvarti dal commettere errori disastrosi.

Nell'esempio, diamo un'occhiata ai cinque principali percorsi di conversione per un cliente.

Coversioni Multicanale

Cosa si può ricavare da queste informazioni?

La SEO è molto importante per questa azienda.  La ricerca organica ha avuto merito in circa 2.900 di queste 3.800 conversioni.

In questo caso, l' Attribuzione dell'ultima interazione funziona bene.  Dopo tutto, la ricerca organica è l'ultima interazione (oltre a quella diretta, che viene saltata da Google Analytics) in tutti i casi sopra citati.  Con il modello dell'Ultima Interazione, le nostre conclusioni sarebbero accurate, quindi qual'è il problema?

Il problema nasce in situazioni come questa:

Conversioni Multicanale Google Analytics

In un modello di attribuzione dell'ultima interazione, la ricerca organica ottiene zero crediti per queste quasi 1.500 conversioni.

Senza guardare il rapporto ‘Principali Percorsi di Conversione’ sopra riportato, probabilmente licenzieresti il tuo SEO e raddoppieresti l’impegno sui social media.

Ma il report delle ‘Canalizzazioni Multicanale’ vi mostra che il vostro SEO sta facendo e bene il suo lavoro in cima all'imbuto (o funnel che va di moda via…).

La domanda che porrei a proposito dei dati di cui sopra sarebbe: "Quali sono le parole chiave che stanno facendo il miglior lavoro per guidare queste prime interazioni che alla fine portano alle vendite?  Lo sforzo potrebbe essere concentrato sull'aumento del posizionamento su queste chiavi, sulla ricerca e la classificazione di correlazioni e sull'eventuale inclusione di queste frasi nel pay per click.

Non è perfetto

Quanto sopra è tutt'altro che perfetto. Ma Google ci aiuta ad organizzare i nostri dati sulla base di questi modelli di attribuzione.

Possiamo vedere, per esempio, come i social network stanno contribuendo nella parte superiore del funnel (First Interaction Attribution) vs. la fine (Last Interaction Attribution) o come le nostre campagne Pay Per Click stanno facendo bene nel creare quelle prime interazioni e se portano - prima o poi - ad una conversione... direi proprio che non sono informazioni banali!

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Paolo Ramponi
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Tracciamento in profondità.

Parlando di SEO, se non hai coperto le basi, il tuo sito farà fatica a posizionarsi per termini competitivi, ma magari anche per tutti gli altri ... Per aiutarti ad evitare questo, Google ti mette a disposizione molti strumenti di monitoraggio e controllo fra questi 2 sono essenziali: Search Console e Analytics. Iniziamo da quest'ultimo.
Parlare di Google Analytics [d’ora in avanti GA] in modo soddisfacente è impossibile in una delle nostre pillole SEO, quindi occorrerà focalizzare, magari più e più volte.

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Il primo argomento degno di un Focus dedicato è legato alla misurazione dei risultati, cosa per niente scontata. Sembrerebbe ovvio, tu fai una campagna SEO, un Audit, una campagna ADS su Google o sui Canali Social, spendi dei soldi, tanti o pochi che siano, e magari pensi che una rapida occhiata alla schermata iniziale di GA per capire come tutto questo sta andando sia sufficiente, in pratica vorresti conoscere il tuo ROI (return on investment) con metodi alquanto semplici e approssimativi… 

E quindi devi conoscere due funzioni due che se configurate con cognizione possono darti infinite risposte. Ok, non infinite, ma quelle che cerchi con maggior interesse… 

E sono:

Importante: di default (cioè  installando solo il codice base di GA), tutto questo non è tracciabile.

Gli Eventi in Google Analytics

Tracciano così una determinata azione che l’utente svolge sulle vostre pagine. E’ importante associare sempre ad ogni evento:

Al fine di misurarle con delle ‘dimensioni’, ovvero dando un valore numerico a: quante volte viene cliccato il numero di telefono, l’email o compilato il form di contatto, scaricato un pdf … 

Ma è anche possibile associare un valore economico a queste due etichette, per ogni azione tracciata sul sito come Evento: classico esempio le prenotazioni dirette dal vostro instant booking (si, Analytics può tracciarlo…). Così per dire potrai sapere dalla ricerca organica (SEO) quante telefonate hai ricevuto, quante form sono state compilate - ed inviate - e quante camere hai venduto confrontando a vista d’occhio il tuo investimento con il ritorno, il ROI di cui sopra. Utile no?

Dimenticavo, gli eventi hanno un rapporto di flusso a loro dedicato, che permette di vedere la sequenza con la quale sono stati tracciati sul sito.
Eventi di Google Analytics
A questo link del supporto di GA puoi trovare le guide tecniche per implementare il tracciamento degli Eventi sul tuo sito web.

Gli Obiettivi in Google Analytics

Tracciare una azione come Obiettivo significa attivare alcune metriche associate, tra cui:

Per capirci meglio un esempio: su 1.000 visite uniche ho avuto 150 visitatori che hanno visto almeno 3 pagine - quindi tasso di conversione a questo obiettivo pari al 15% - e sono rimasti sul sito almeno 1,5 minuti ... e così via...

Il vantaggio primario di tracciare una azione come Obiettivo è poterla mettere in relazione con altre dimensioni, e confrontarne quindi l’efficienza analizzando il tasso di conversione.

Quindi è più semplice sapere ad esempio da quale canale di traffico o da quale dispositivo avviene più frequentemente l’azione tracciata come ad esempio consultare almeno 3 pagine del sito, raggiungere un tempo di permanenza prestabilito (di solito la media del settore di appartenza che porta a maggiori conversioni), avere la più bassa frequenza di rimbalzo, e via via tutto quello che deciderai di voler scoprire…

In conclusione sarebbe opportuno tracciare le azioni più importanti legate al processo decisionale di conversione sia come Eventi sia come Obiettivi e sfruttare i vantaggi dell’analisi, delle due modalità di tracciamento.
Obiettivi di Google Analytics
A questo link del supporto di GA puoi trovare le guide tecniche per implementare il tracciamento degli Obiettivi sul tuo sito web.

In una futura nuova Pillola parleremo di una terza importante funzione, ovvero tracciare il famoso (se per te non lo è potrebbe essere un problema…) Last Click (Conversioni > Canalizzazione Multicanale > Principali percorsi di conversione)!

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Paolo Ramponi
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Il tuo sito alla conquista del mondo?

Vuoi sapere se il tuo sito è pronto a conquistare il mondo e tante altre cose tecniche e meno tecniche, ma anche carine e meno carine...? Richiedi un AUDIT gratuito!

Come dice Francesco Margherita [Se non lo conoscete vi consiglio di rimediare, sempre che ci sia un almeno minimo interesse da parte vostra di capire o capire meglio il SEO], è diventato essenziale tenere a posto la lingua! Ammesso che il vostro obiettivo sia affrontare i mercati esteri con soddisfazione… cosa per la quale non basta tradurre il sito in inglese, come in molti semplicisticamente pensano…

Sul posizionamento internazionale bisogna stare attenti, molto attenti, a maggior ragione da quanto Google considera la presenza dell’hreflang [» approfondimento tecnico] come elemento premiante ai fini del posizionamento.
hreflang codice

L’hreflang è un tag molto semplice e spesso ignorato, specialmente nei siti con target in Paesi diversi.

Esso comunica al motore di ricerca che una determinata pagina è destinata ad un pubblico specifico, ovvero un pubblico che parla una determinata lingua e, opzionalmente, si collega da una determinata regione...

Non basta fare il sito in 12 lingue per posizionarsi in 12 paesi … studiamo bene la nostra strategia e conquistiamo un paese alla volta, un passo alla volta!

Attenzione in primis al dominio, adesso un .it (salvo i casi di servizi offerti all’estero ma venduti in Italia, quindi o voi dell'alberghiero ed extra-alberghiero tranquilli) per un servizio da vendere all’estero non è più ben visto dai motori di ricerca e non basta l’uso della lingua inglese per posizionarsi sui mercati extra nazionali… per gli anglofoni ok, dando per scontato che sia in un inglese perfetto [o renderlo specifico per target: Britannici, Americani, Australiani, Neozelandesi, Indiani ... possiamo usare l'hreflang anche per questo!], ma per esempio i tedeschi non vogliono o vorrebbero vedere il tuo sito in lingua inglese ma apprezzano o apprezzerebbero molto di più vederlo nella propria lingua, e magari non sotto un .it … quindi versione multilingua e SEO e SEM con campagna dedicata!

Mignolo e ProfNon sottovalutate quindi le conseguenze dell’hreflang grazie al quale i risultati vengono proposti direttamente (e pertanto prima) nella lingua corrispondente all’IP del navigatore, ad esempio un tedesco vedrà nella pagina dei risultati per primi i siti proposti in lingua tedesca e poi gli altri. E questo porta statisticamente a maggiori conversioni!

Quindi un sito di una piccola realtà fatto bene e indirizzato al mercato giusto avrà possibilità di posizionarsi meglio di quello di una ben più grande realtà che usa l’inglese come chiave per il posizionamento nel mondo! E questo va fatto subito, non aspettate che ai i motori e i loro crawler venga presentato il vostro sito in inglese per tutti i mercati e poi magari solo successivamente venga inserita la versione tedesca o spagnola o francese o … perchè se già vi ha metabolizzato e inserito nel database (in una parola: indicizzato) e si è fatto un'idea, sbagliata in questo caso, riemergere e ben più lungo e doloroso!

Se volete 'conquistare il mondo' con il vostro posizionamento internazionale usate anche bene l'hreflang, non fate come Mignolo e Prof [Se non li conoscete vi consiglio di rimediare, o di chiedere ai vostri figli ...]

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Paolo Ramponi
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Sapete una cosa? La SEO continuerà ad essere.

Perchè Bert e tutti i suoi amici Penguin, Panda, Colibrì - insomma GoogleZoo -  il Mobile First Indexing così come il caro PageSpeed e tutte gli altri innumerevoli componenti dell'algoritmo più famoso del web continueranno a scansionare i vostri siti, leggerli, giudicarli, classificarli, penalizzarli … ma anche premiarli!
Quindi?
In questo periodo di lockdown nessuno può uscire di casa,  ma molti dei vostri futuri  potenziali clienti stanno sognando il loro prossimo viaggio, pensano al tempo che  dovranno recuperare e a quando potranno nuovamente muoversi liberamente nel mondo, immaginando luoghi da visitare per lasciarsi alle spalle la tristezza e la tensione di questi giorni.
E fanno ricerche. E navigano le pagine dei risultati. E visitano siti...
Vero, leggere Analytics superficialmente demoralizza, il numero di queste visite è in rosso per tutti (da un minimo del -40% a un -75/80% ...). Ma non è questo che dovete prendere come riferimento.
In primis pensiamo a mantenere su buoni livelli la frequenza di rimbalzo, il numero di pagine viste e il tempo di permanenza sul sito: tutte metriche impattanti sul posizionamento.

Ma il famoso detto "Content is the King"?

Paolo RamponiSfruttiamo questo momento anche per dedicarci ai contenuto del nostro sito: fermo restando che mediamente solo il 37% dei siti on line ricevono aggiornamenti costanti, spesso mi sento dire che non c'è il tempo per fare un 'content audit' almeno due volte all'anno, come è consigliato.
Ecco, ora il tempo c'è. Gli strumenti pure. Ve li mette a disposizione Google.  Anche in quarantena (come sono buoni a Mountain View...)
E quali sono? Il già citato Google Analytics ma soprattutto Search Console. Qua potete (in realtà DOVETE) scoprire la esatte chiavi di ricerca digitate dagli utenti (non quelle che immaginate voi... quelle vere, e qua l'ego potrebbe prendere schiaffi, perchè scoprirete per cosa in realtà Google vi ritiene autorevoli e correlati ...) e di conseguenza capire come Google vi posiziona per queste! Non solo vi dirà le Impressions (visualizzazioni in Search Engine Result Pages) ma anche il Click Through: cioè mi vedono e son felice, ma quanti mi cliccano? Che se sono parecchi sono anche più felice, e magari converto ...
Bene.
Scoprirete che certe pagine hanno molte impressions ma pochi click, che altre hanno molti click ma non convertono. Sarà di conseguenza il caso di riguardare e correggere (o cercare almeno di migliorare) i Tag Title, gli Snippets, i PayOff - che io chiamo amichevolmente Battle Cries - le Call to Action ... la parte semantica... con la giusta tassonomia e formattazione del testo (lunghezza, h1, h2, paragrafi, internal/external linking...).
Studiate.
Anticipate i vostri competitors,  fate benchmarks,  fate retroingegneria. Fate analisi,  fate prove.
Monitorate costantemente le tendenze, le richieste sono in fase di mutazione. Offrite soluzioni, fatevi vedere presenti e reattivi. Presidiate i social. Pensate a studiare offerte ora, sui servizi dove avete più margine di contribuzione, perchè i soldi saranno meno per un pò, la richieste formulate con parole 'economico' 'sconto' 'offerta' saranno numerose.
Prendete confidenza con il vostro sito (che non sapete quanto si sente solitamente solo e quanto ha bisogno di voi) e gli strumenti da sempre a vostra disposizione per aiutarlo a crescere. Fate programmazione, se non vi piace la parola piano editoriale: tenete presente che tutto questo finirà, quando e come non si sa, ma finirà. Non può piovere per sempre. Sarà banale dirlo, ma quando spunterà il sole se avete tenuto aperto l'ombrello, lo chiudete e belli asciutti ripartite. Altrimenti prima dovete aspettare di asciugarvi...
--
Paolo Ramponi
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Il SEO è morto o è solo una voce che gira?

C’è chi ha messo in giro questa voce, perchè chi non lo ama, chi non crede in ‘lui’ ma soprattutto chi ha interesse a farvelo credere vorrebbe che passasse chiaro e forte questo messaggio…

Beh, forse fra voi c’è chi non sa se questo benedetto SEO è morto, vivo, o anche se magari se la passa più o meno bene … alla base di questo c’è il fatto che forse non lo si conosce, e non è possibile trarre nessuna di queste conclusioni.

utilizzo https
Certo, se siete contenti di passare ⅙ o anche ⅕ ( o anche più!) del vostro fatturato alle OTA, cioè le Online Travel Agencies che dietro un compenso affatto banale vendono il vostro servizio, camera d’albergo, appartamento, luogo esclusivo, ecc. “perchè fanno loro tutto il lavoro ed io non mi devo preoccupare…” potete iniziare (o continuare) a considerarlo morto.

Il 63% (sostengono le statistiche) dei proprietari dei website non ha mai aggiornato i propri contenuti dal giorno della loro “messa online” (che spesso è anche piuttosto datata) e non pensano minimamente di aggiornarli ... figuriamoci di sviluppare una strategia di UX (User eXperience) di livello top, in un ambiente sicuro (https) su server veloci (Http2 > Speed Update), con contenuti studiati appositamente per la navigazione mobile (AMP) ... e non ho finito.

Spesso, sempre in questo 63%, c’è chi non crede nella digital strategy come metodo di lavoro e non struttura il proprio website (ovvero la vetrina sul mondo) con tassonomie (organizzazione in-topic dei contenuti, mentre spesso si ragiona off-topic ...) e content mirato alla massima corrispondenza agli ‘intenti di ricerca’ (il famosissimo search intent tanto caro a Google).

Per tutto questo non ci sarà mai una OTA della quale potrete dire “pensano a tutto loro…”, vi dovrete preoccupare VOI perchè solo VOI potete esprimere (o cercare di esprimere) e concretizzare con immagini luccicanti e testi semanticamente perfetti la vostra identità per i VOSTRI potenziali clienti: quindi per prima cosa IDENTIFICATELI (Buyers Personas) e create i vostri GANCI (Hooks), uscite dal vostro ego, non pensate che solo perchè avete appena cambiato le piastrelle dei bagni (anche se luccicanti …) questo possa bastare a disintermediare … non pensate a come vi vedete belli voi, ma come vi devono vedere i clienti, fate tesoro anche delle critiche (più che degli elogi …) e spingete sui vostri punti di forza per emergere dalla concorrenza!

I mercati sono conversazioni, ascoltare è fondamentale così come incanalarle sul vostro campo preferito, la vostra Unique Value Proposition che, ascoltando e applicando quanto detto, potrà diventare la vostra Unique Selling Proposition.


Il Seo non è morto si è semplicemente evoluto, rapidamente e in più di una direzione.

Il percorso verso il posizionamento non è una comoda, seppur tortuosa, strada asfaltata, ma un sentiero nella Giungla … Vi serve un fuoristrada con 4 ruote motrici per percorrerla tutta in sicurezza!

Le quattro ruote motrici non sono altro che le 4 basi sulle quali poggia l’ottimizzazione per i motori: Scansione, Architettura, Contenuti e Strategia!

Dal 2019 Google ha iniziato (o meglio si è perfezionato) nell’imparare da solo e prende decisioni in autonomia. Infatti ti fornisce o anticipa tante di quelle risposte ed informazioni che ormai il 50% delle ricerche resta sulle sue pagine (= vi cercano e magari vi trovano ... ma non arrivano al vostro sito). Non devi essere più intelligente di lui. Devi essere intelligente.

C’è sempre margine per il miglioramento basta passare per la AHA che non è il gruppo pop degli anni ‘80 ma si tratta di un atteggiamento da perseguire: Awareness (rendersi conto), Humility (uscire dal proprio ego) e Action (Agire) prima degli altri!

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