Quinta protagonista della nostra rubrica è Elva Conti, guida turistica certificata che da 10 anni lavora sul territorio fiorentino. Elva, durante questa quarantena, si è dedicata alla formazione personale tramite corsi online e soprattutto alla sua bambina di 15 mesi che, oltre all'impegno, le regala molte soddisfazioni!
Ecco le sue risposte in forma integrale, buona lettura!
1. Presentati con le tue generalità (nome cognome, età, luogo di nascita)
Mi chiamo Elva Conti, ho 39 anni e sono nata in Svizzera ma sono cresciuta in Calabria e da vent’anni vivo a Firenze.
2. Presenta la tua struttura/lavoro/missione/ecc.
Lavoro come Guida Turistica abilitata per la città di Firenze e provincia dal 2010 dopo aver terminato gli studi universitari in Lingue e Letterature Straniere.
3. Perché hai deciso di fare questo lavoro?
Ho scelto questa professione in modo così naturale che io la definisco una “Vocazione”, è stato amore a prima vista. Il primo fan è stato il mio futuro marito che vedendomi così aperta e socievole mi ha spinto verso la professione perché ”non mi vedeva chiusa in un ufficio” e, in effetti, dopo la mia prima visita guidata, ho capito che aveva ragione.
4. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più del tuo lavoro?
La mia propensione al contatto umano, all’essere così appassionata all’arte ma anche allo stare in compagnia delle persone mi ha fatto capire che questa professione era cucita perfettamente addosso a me…ecco questo è l’aspetto che mi piace di più del mio lavoro.
5. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di meno? 
Quello che invece non amo molto è lo stare un po’ in balia del Meteo (l’estate a 40 gradi e l'inverno a -1 e con pioggia scrosciante) e ovviamente il fatto di dover lavorare seguendo la stagionalità quindi calcolare un 6-8 mesi di lavoro all’anno; un aspetto da non sottovalutare è anche quello della salute e degli infortuni, come tutti i liberi professionisti non ho malattie né ferie e/o congedi pagati.
6. Racconta una tua giornata tipo.
Di solito, la mia giornata lavorativa, iniziava dopo che avevo portato la bambina al nido. Aspettavo i clienti, che per me in genere sono coppie e/o famiglie, alla basilica di Santa Maria Novella e iniziavo il percorso che dura 2 o 3 ore a seconda dell'itinerario scelto. Di solito finivo al Duomo in modo da poter iniziare con un’altra coppia o un’altra famiglia e poi a fine giornata rientravo a casa. I percorsi sono tanti e si possono anche costruire insieme al cliente.
In questo periodo di pausa forzata, le mie giornate si sono totalmente trasformate e passo il mio tempo in compagnia di mia figlia e di mio marito in un piccolo appartamento. La situazione non è stata molto semplice soprattutto per mia figlia che dopo qualche tempo chiusa in casa ha cominciato a dare segni di insofferenza, per questo motivo abbiamo cominciato a cucinare, fare pic-nic sul balcone di casa e creare un piccolo luna park con tanto di palline nel salotto di casa.
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La 6° protagonista della nostra rubrica è Gloria Mottini, Experience Host, consulente commerciale, mediatrice familiare e vulcano di idee e progetti in continuo fermento, con cui ho avuto il piacere di collaborare in un paio di occasioni. L’impegno e la professionalità sono affiancati da spirito di iniziativa, problem solving e creatività e in quest’intervista credo si possano notare …
Ecco le sue risposte in forma integrale, buona lettura!
1. Presentati all’Anagrafe: nome, cognome, luogo e data di nascita …
Gloria Mottini, fiesolana doc (senza solfiti), annata agosto ’82, orgogliosamente leonessa, con un’ascendente vergine che “butta benzina sul fuoco”.
2. Presentati come imprenditrice e raccontaci la tua ‘impresa’.
Le mie sono “imprese” al plurale, perché mi sono sempre tuffata in ogni avventura od opportunità in cui mi sono imbattuta. Una di quelle che amo di più nasce dall’incontro della mia più grande passione il cibo e la sua storia con il turismo esperienziale. Cosa faccio? Organizzo eventi culinari e culturali in cui promuovo il mio territorio attraverso l’insegnamento di ricette di 2.800 anni fa! Ma chi cucinava dalle mie parti a quell’epoca? Gli Etruschi! Ecco quindi che nel 2017 nasce Cook like an Ancient Tuscan, un’esperienza in cui il protagonista è il viaggiatore curioso che si immerge, attraverso la preparazione di ricette antiche ed ancestrali, nella storia e nelle abitudini alimentari che rappresentano le radici della nostra cucina!
Questa attività mi ha permesso di conoscere tantissime persone meravigliose e di intraprendere tante nuove “gesta". Nasce così GloriaMottiniExperience il mio “zibaldone” che racchiude un po’
tutto ciò che sono ed è il nome della mia pagina IG.
Chi è GloriaMottiniExperience e cosa fa? Cucina e condivide prima di tutto, poi cura eventi social per locali e brand, parla a convegni e meeting di “experiences” (anche agli amati DOT LAB), esplora le eccellenze del nostro territorio come micro blogger ed è presidente di ToscanaÈ, un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di valorizzare la Toscana e che ha pubblicato il Digital Bon Ton, la prima guida per instagrammers e imprese all’educazione sui social media. In ciò che resta delle 24 h di ogni giorno sono consulente commerciale per una multinazionale e mediatrice familiare (avendo formazione giudica alle spalle).
3. In quale delle tante attività che svolgi ti senti più rappresentata?
Sicuramente nelle attività che mi portano a contatto con le persone e che stuzzicano la mia vena creativa. Lavorare nel settore dell’Experiential Tourism mi ha arricchito moltissimo: aprire le porte della mia casa di famiglia, in cui sono nata e cresciuta, a viaggiatori provenienti da ogni parte del globo mi ha reso parte di un’ experience di vita insieme ai miei ospiti e mi ha fatto crescere umanamente e professionalmente.
4. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più della tua passione/lavoro?
L’incontro con l’altro, la condivisione di momenti di bellezza, contribuire alla creazione di ricordi memorabili nelle vite dei viaggiatori, la possibilità di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, le nuove opportunità, collaborazioni ed i progetti in team che sono sempre dietro l’angolo, la creazione di nuovi legami, le emozioni ….
5. Ci sono degli aspetti che ti piacciono di meno?
La burocrazia che spesso è d’intralcio alle nuove idee / start up e pone sovente “paletti” fastidiosi. In realtà però, con pazienza e creatività … e anche con l’ausilio di professionisti,
si trovano soluzioni percorribili! (altro…)
La 7° protagonista della nostra rubrica è Federica Ianniciello, imprenditrice agricola di “Casa Podere Monti”. Durante i nostri Dotflorence Lab abbiamo spesso preso ad esempio un video di Casa Podere Monti, girato ben tre anni fa, ma che regala sempre emozioni allo stato puro!
Federica è una giovane mamma con le idee chiare e la passione nel sangue, che ha saputo reagire in modo resiliente ed efficace alla crisi momentanea.
Ecco le sue risposte in forma integrale, buona lettura!
1. Presentati come all’Anagrafe: nome, cognome, luogo e data di nascita …
Sono Federica, ho 34 anni e sono nata a Poggibonsi in provincia di Siena ma vivo a Casole d'Elsa (il mio adorato paese) da tutta la vita.
2. Presentati come imprenditrice e raccontaci la tua ‘impresa’.
Sono un'imprenditrice agricola con un lunghissimo periodo di "praticantato alle spalle". Quando avevo solo 5 anni i miei genitori hanno deciso di ristrutturare il nostro casale ed entrare già nel lontano 1991 nel mondo del turismo che in quegli anni era in forte ascesa. In pratica sono cresciuta in mezzo a turisti provenienti da tutto il mondo e questo ha influenzato e 'dirottato' anche i miei studi, avendo in mente di portare avanti il progetto della mia famiglia; ho fatto il liceo linguistico e alcune esperienze all'estero sempre per ottimizzare le lingue straniere (soggiorni in famiglie straniere). All'università ho studiato giurisprudenza ma poi ho capito a metà percorso che era meglio approfondire le lingue e il mondo del turismo tramite delle esperienze in altre strutture sempre nella nostra zona.
3. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più della tua passione/lavoro?
Innanzi tutto Podere Monti è la mia casa e la mia creatura. Potrei dire che vederla crescere e prosperare, riscuotendo un grande entusiasmo da parte dei nostri ospiti mi riempie di soddisfazione. Quindi potrei dire che la cura del podere stesso (e ne richiede tanta!) mi appassiona moltissimo, a cui si aggiunge il mio spiccato interesse a incontrare sempre persone nuove.
4. Ci sono degli aspetti che ti piacciono di meno?
Sicuramente la burocrazia che regolarmente va sbrigata e l'attuazione di certe normative che riguardano il mondo dell'ospitalità ma che spesso poco si adattano in pratica ad un ambiente rurale come il mio.
5. Racconta, a grandi linee, una tua giornata tipo prima e dopo il coronavirus.
Nel mio "prima" non esisteva propriamente una giornata tipo a causa del mio ruolo multitasking qui in azienda. In certe giornate spaziavo dalla pulizia degli alloggi all'accoglienza degli ospiti, in altre mi
dedicavo interamente alle cooking classes, in altre ancora al lavoro di back office, gestione delle prenotazioni, cura del giardino, ecc... Nel mio "dopo" ancora non esiste una giornata tipo (complice anche l'arrivo del nostro primo figlio che ha movimentato ancora di più la situazione!) ma ovviamente tutte le attività legate all'accoglienza sono cessate. Sia io che la mia famiglia ci dedichiamo ancora a tempo pieno alla cura del podere che ci prende sempre molto tempo e che penso sinceramente ci abbia salvati. Il poter godere di ampi spazi all'aperto (12 ettari tra coltivazioni e bosco) ci ha permesso di soffrire un po' di meno il distanziamento sociale e conservare una piccola libertà che a molti invece è negata. All'interno della giornata cerco sempre di ritagliarmi qualche ora per poter portare avanti il lavoro di ufficio e mantenermi informata per cercare di essere il più pronti possibile quando ripartiremo.
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L'ottava intervista della nostra rubrica è dedicata ad una giovane coppia di imprenditori, Stefano e Milly, Superhost su Airbnb, che per facilitare alcuni aspetti della locazione breve, hanno dato vita al progetto “guestamore”, una webapp, una specie di ibrido tra sito internet e app mobile (me l’hanno suggerita, eh!), dove offrono uno spazio online per presentare e descrivere la proprietà, ma non solo …
Ecco le loro risposte in forma integrale, buona lettura!
1. Presentatevi con le vostre generalità (nome cognome, età, luogo di nascita)
Stefano Sartoni, di Firenze, ingegnere e imprenditore nelle telecomunicazioni. Milagros Villalta, Perù, architetto e graphic designer.
2. Presentate la vostra impresa/struttura/missione/ecc.
Siamo una start up appena costituita, guestamore, che si occupa di comunicazione e servizi legati all’ospitalità extra-alberghiera.
Offriamo agli host uno spazio online per presentare e descrivere la proprietà ai futuri ospiti, per fornire loro tutte le informazioni di cui hanno bisogno durante il soggiorno: dal check in, alle istruzioni per elettrodomestici fino ai suggerimenti per i ristoranti e le attività dell’area circostante.
3. Come funziona il servizio?
Dopo l’iscrizione al servizio, che abbiamo reso gratuito e senza impegno fino al 2021, l’host ha a disposizione esempi già compilati, librerie di immagini, testi e un editor per modificare e personalizzare le informazioni, i colori, le immagini, ha la possibilità di inserire video, link, luoghi sulle mappe; quando è pronto, si può pubblicare online e
condividerlo con gli ospiti tramite un link dedicato. L’ospite lo fruirà online dal telefono come un sito web, senza uso di app. La personalizzazione e l’utilizzo di contenuti grafici sono gli elementi distintivi del servizio.
Per i contenuti e la grafica ci siamo concentrati su Firenze, ma stiamo già realizzando le grafiche dedicate ad altre città.
4. A proposito di contenuti, ne avete creati alcuni relativi alla situazione Covid?
Certo. Lo spirito del nostro servizio è proprio quello di aiutare l’host nel suo lavoro di accoglienza; quindi ora che c’è l’esigenza di rassicurare gli ospiti in merito alle procedure di disinfezione, pulizia, protocolli e stiamo creando una sezione speciale del template di esempio, con immagini e testi dedicati.
5. Il vostro progetto ha subito modifiche a causa del Covid?
Il nostro servizio si rivolge al mondo del turismo ed è appena stato lanciato; abbiamo già una
decina tra privati, B&B e property manager che lo hanno adottato. La necessità del distanziamento sociale ha messo in crisi il settore e questo non ci ha agevolato, ma sta crescendo l’esigenza di avere servizi online che consentano la gestione degli ospiti a distanza, con meno contatti diretti, e questo, in un’ottica imprenditoriale, potrebbe invece avvantaggiarci.
Siamo comunque ottimisti e determinati ad andare avanti col progetto, come lo sono molti hosts e aziende, che abbiamo avuto l'occasione di sentire in questo periodo. Ed è per questo che scommettiamo sulla ripresa del settore: il servizio era proposto con una formula in abbonamento (per un anno) e, invece, abbiamo deciso di renderlo gratuito almeno fino a maggio 2021, senza nessun tipo di vincolo; dopo gli hosts saranno liberi di decidere se continuare o meno con la webapp.
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Negli ultimi 20 giorni il team di Turismo Digitale ha incontrato personaggi importanti della Politica, del Turismo e del Digitale (fra questi il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, il fondatore di BTO e manager alberghiero Giancarlo Carniani, la Presidente di DestinationFlorence.com Carlotta Ferrari, i fondatori di tutte le principali community del mondo extra-alberghiero italiano Gianpaolo Vairo, Domenico Palladino, Gaetano Marinaccio, Gianni Facchini) e il super esperto di turismo e fiscalità Sergio Lombardi.
E' stato un mese denso di eventi e ci sentiamo davvero arricchiti da questa serie di interessantissimi incontri.
Ma non ci fermiamo qui!
Nelle prossime settimane/mesi continueremo ad incontrare i protagonisti del Turismo, del mondo Digitale e della Politica per condividere con la nostra community le visioni, le strategie, le idee, gli strumenti utili a navigare in questo periodo così complesso e davvero "challenging" per tutti noi!

Il prossimo appuntamento sarà Giovedì 28 Maggio dalle 15 alle 17 e vedrà come protagonisti:
Un altro evento imperdibile per continuare a reagire in modo costruttivo e proattivo a questa crisi che ci ha colto tutti in contropiede ma che riusciremo a superare brillantemente solo se approfittiamo di questo tempo sospeso per studiare, innovare e rafforzare il nostro network (che poi è esattamente quello che stiamo facendo noi del dotFlorence team!)
Per confermare la vostra partecipazione a questo evento, cliccate qui:
Webinar 28 Maggio 2020 (ore 15-17)
Per entrare a far parte de "La Community di Turismo Digitale" cliccate qui:
Articolo di Marco de la Pierre
dotFlorence srl & Turismo Digitale
Torniamo fuori città, per la precisione 20 km da Firenze e 40 km da Siena, per andare a fare due chiacchiere con la nona protagonista della nostra rubrica: Laura Rontani, imprenditrice e proprietaria di Ancora del Chianti Bed & Breakfast e Art Yoga Retreat in Tuscany ma non solo ….
Ecco le risposte di Laura in forma integrale, buona lettura!
1. Presentati con le tue generalità (nome cognome, età, luogo di nascita)
Laura Rontani nata a Firenze 49 anni fa e ho vissuto nell’immediata periferia fiorentina in campagna, prima di trasferirmi in città dopo gli studi.
2.Presenta la tua impresa/struttura/missione/ecc.
L’Ancora del Chianti nasce 20 anni fa quando dalla città mi trasferisco in campagna sulle colline intorno a Greve in Chianti insieme al mio compagno. La proprietà e i campi erano abbandonati da diversi anni: così da subito ci dedichiamo alla ristrutturazione della casa principale, l’oliveta e alla vigna con grande energia ad entusiasmo. Una volta pronti con le prime camere, il progetto è passato completamente nelle mie mani mentre il mio compagno intraprende un suo percorso lavorativo al di fuori dell’azienda legato a sviluppo locale e sostenibilità ambientale e cura la vigna e l’oliveta nel tempo libero.
Nel tempo, insieme all’arrivo di 2 pargoli, sono stati riconvertiti anche i 2 fienili e realizzato il
giardino: adesso il bed & breakfast dispone di 8 camere totali con una sala per eventi, meeting, soggiorni d’arte e ritiri yoga e…. in famiglia siamo in 4: un bel correre!!! In questi 20 anni, tanti ospiti da tutto il mondo sono venuti a trovarci e molti di loro tornano ogni anno. Per loro e per la nostra famiglia abbiamo voluto creare un ambiente accogliente e semplice dove vivere un’esperienza serena, scoprire le bellezze del territorio, seguire le proprie passioni, rigenerarsi e ritrovare se stessi nella natura e nel silenzio.
3.Perché hai deciso di fare questo lavoro?
Tutta colpa (o merito) di una vacanza in un paese lontano...Da sempre ho coltivato la passione per l’ospitalità, i viaggi e le lingue straniere ma mai avrei immaginato che tutto questo potesse diventare un lavoro! Già dal 1992 ho avuto la possibilità di viaggiare spesso grazie a scambi casa e scambi ospitalità – campionessa di sharing economy della prima ora! - poi con una laurea in economia e commercio e 4 lingue, inizio il mio percorso lavorativo prima nel commerciale estero della Richard Ginori e poi nelle vendite di un hotel 5 stelle lusso di Firenze.
Ma è durante un viaggio zaino in spalla in un paese esotico che mi ritrovo a proporre al mio compagno una pazzia: mollare tutto e iniziare un’avventura insieme in campagna, stravolgendo completamente le nostre abitudini cittadine e soprattutto per me anche lavorative - dalle stelle alle stalle sul serio! – per dedicarmi a una attività tutta mia che permettesse di restare in contatto con una dimensione internazionale, vicina ai nostri valori di accoglienza e autenticità, dove poter esprimere e condividere le nostre passioni: natura, arte, sostenibilità.
4.Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più del tuo lavoro?
Ci sono tanti aspetti che mi piacciono del mio lavoro......innanzitutto il rapporto con l’ospite – dal primo contatto mail o telefonico al ...suo ritorno all’Ancora, la parte creativa – la ricerca continua di ciò che può migliorare l’attuale spinge a entrare in contatto con mondi nuovi e imparare nuove abilità - e la possibilità di trascorrere momenti speciali di condivisione - soprattutto da quando abbiamo la sala e ospitiamo gruppi che soggiornano per corsi intensivi di pittura, meditazione, yoga, etc. ho spesso il piacere di dipingere o partecipare alla pratica mattutina insieme a loro: momenti davvero gratificanti di autentica condivisione.
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Questa nuova rubrica, iniziata a metà aprile, ha già fatto un bel percorso e tramite essa sono cresciuta sia a livello umano sia a livello creativo. Ascoltare gli altri, cercare di interpretare il senso delle loro parole, suggerire un'espressione o un'immagine è un'esperienza bella e appagante e ho deciso, unitamente al board di dotFlorence e Turismo Digitale, di allargare il panorama dei protagonisti a cui offrire la possibilità di un'intervista. In questa ricerca mi sono imbattuta in Matteo Gazzarri, Creative Art Director di Riprese Firenze e woodcraft master!
Leggere le risposte di Matteo ti permette non solo di scoprire un mondo davvero affascinante come quello di creare contenuti visual per brand, aziende e privati ma di imparare qualcosa di fondamentale come le fasi che precedono un processo creativo.
Ma andiamo a scoprire di più su Matteo e sulla crew di Riprese Firenze!
1. Ciao Matteo, iniziamo dalle formalità, ti presenti?
Ciao, io sono Matte, o Gazza se preferite, in pochi usano il mio nome di battesimo completo, neanche mia mamma. Ho 35 anni e una grande passione per la comunicazione e le storie, non solo come oggetti del pensiero con cui raccontiamo fatti ma come strutture attraverso le quali interpretiamo la realtà. Lavorativamente sono stato tante cose: un giornalista radiofonico, un tecnico delle luci in teatro, un regista di eventi live e ovviamente un filmmaker. Oggi sono un Creative Art Director, mi occupo di creatività e impostazione visiva di progetti di comunicazione, soprattutto in ambito video. Come Hobby suono l’ukulele e faccio cucchiai di legno, ma questa è un’altra storia.
2. Ho visto il vostro sito, spiato in tutti gli angoli e letto il blog, ma vorrei che ci raccontassi tu come nasce il progetto Studio Riprese Firenze …
Sono entrato a far parte dello studio accogliendo l’offerta di Niccolò Di Vito, socio e “partner in crime” di molte avventure.
Nasciamo come molte altre società ma credo sia più importante provare a spiegarti il “perché” più del come. Siamo entrambi ossessionati dalla comunicazione video e convinti che il video è, oggi più che mai, lo strumento con il quale raccontare storie, di ogni tipo, ma anche e soprattutto per il business. Il nostro credo è sempre stato quello di fare video utili, creare cioè prodotti comunicativi che servano al cliente che ce li commissiona per migliorare il suo dialogo con il proprio pubblico di riferimento (e in ultima analisi con i suoi clienti). Siamo partiti in 2, ora siamo in 6, domani speriamo di conquistare il mondo a colpi di creatività.
3. Per scaldarci un po’ prima di entrare nel vivo dei video e della costruzione delle vostre “storie” vorrei sapere quali sono gli aspetti che ti piacciono di più del tuo lavoro e quelli, se ci sono, che ti piacciono di meno?
Sono un indomabile curioso e mi annoio facilmente, il mio lavoro ha di bello che mi aiuta in
entrambi gli aspetti. Mi dà l’opportunità di conoscere tante persone, tanti luoghi e di ascoltare tante storie, di confrontarmi con molte e diverse esigenze di comunicazione, problemi o obiettivi a cui cercare di dare risposte. É difficile annoiarsi facendo tutto questo.
Una parte che mi piace meno è che servono tante energie, lucidità, prontezza di pensiero ma anche di azione, come ad esempio sul set. Il nostro lavoro è per buona parte risoluzione di problemi e imprevisti. Non ti nego che a volte mi piacerebbe stancarmi un po’ meno, ma se ci tieni è difficile staccarsi una volta che sei in ballo, è un prezzo da pagare.
4. Quali sono gli step fondamentali per costruire un progetto di comunicazione video?
E’ una domanda con un respiro davvero ampio, provo con un breve decalogo:
Ascolto: bisogna capire cosa vuole chi hai davanti, le sue richieste, i suoi obiettivi.
Analisi: capire la storia del tuo cliente, la sua unicità o quella del suo progetto o prodotto
Studio: cosa c’è già nel mondo della comunicazione di simile, cosa ha successo, perché. Dove deve posizionarsi il progetto, online? su quali social? offline? in una fiera? per la comunicazione interna di un’azienda?
Creatività: per noi sempre un mix di verticale e orizzontale, nel team qualcuno lancia un’idea, insieme la sviluppiamo. Ci sono molti modi per farlo ma non posso rivelarti la ricetta 🙂
Progettazione: significa mettere su carta il progetto, qualsiasi idea, campagna video o fotografica deve funzionare ancora prima di essere realizzata. Deve farti dire “wow” e possibilmente non “è proprio quello che mi aspettavo” ma piuttosto “a questo non avevo pensato”.
Da qui in poi c’è la produzione fatta di tante bellissime parole inglesi mutuate dal cinema:
Storyboarding, scouting location, casting, styling e poi finalmente lo shooting. A volte siamo in 4 a volte in 20, anche questa variabile è divertente, non esiste uno standard di produzione, ogni progetto è diverso.
5. Collaborando con una web agency so che è assolutamente fondamentale il rapporto che si crea con il cliente per riuscire a realizzare un sito che rappresenti al meglio la vision dell’azienda, le foto e le immagini hanno un ruolo fondamentale ma da sole non sono sufficienti. Nella creazione di uno spot le immagini vanno accompagnate dai contenuti testuali, da una voce narrante, dalla scelta di brani musicali e da una regia che metta insieme tutti gli elementi al fine di creare un vero e proprio film breve... Quanto influisce il rapporto con il cliente per la buona riuscita di un video e quanto pesano la vostra creatività, la vostra esperienza personale e la vostra sensibilità?
Sono tutti fattori che hanno il proprio peso; nel portare avanti quegli step che ti dicevo sopra cerchiamo di creare un rapporto con il cliente, da parte nostra c’è ascolto, da parte sua speriamo fiducia. Anche qui si parla di un rapporto che prima di tutto è umano quindi sensibilità ed esperienza sono importanti. Spesso quando si affronta un progetto di comunicazione i clienti non sanno quello che vogliono, o vogliono troppe cose, o vogliono cose che per esperienza sappiamo che non funzioneranno, ma noi non portiamo “la verità” portiamo la nostra visione, se diventi nostro cliente vuol dire che questa visione creativa ti ha convinto, quindi siamo già un passo avanti.
6. Parliamo del video che ha fatto sognare un po’ tutti e ha rappresentato un fantastico esempio di content marketing in tempo di crisi. Mi racconti com’è nata questa bellissima idea?
To Humans from Florence è un progetto a cui tengo molto, perché è quella che chiamerei una creatività libera, è una cosa che come singolo e come studio abbiamo deciso di fare perchè ci credevamo e lo volevamo fare per noi e per la città in cui viviamo e che amiamo (non a caso la portiamo anche nel nostro nome).
L’idea è nata mettendo insieme tante piccole intuizioni. Il lockdown era una situazione senza precedenti, ci costringeva a vivere chiusi in casa, ad abbandonare le nostre città, le piazze del nostro bel paese erano deserte, vuote, silenziose. Ma questo lo vedevano e lo raccontavano già tutti. Ho iniziato a chiedermi se Firenze era davvero deserta, se qualcuno era rimasto in queste piazze vuote.
E’ qui che sono arrivate le statue. Abbiamo deciso di provare a cambiare punto di vista, se noi abbiamo abbandonato la città abbiamo abbandonato anche David, Biancone, Perseo, li abbiamo lasciati soli. Chissà che cosa penseranno? Come vivono questo momento? gli manchiamo? Loro che vivono un tempo diverso dal nostro e ne hanno viste tante che cosa possono o vogliono dirci?
Il video è la risposta a tutte queste domande, oltre che una dedica alla bellezza sconfinata di Firenze.
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Continua il percorso delle interviste "extra-community" e la prossima protagonista è Gabriella Ganugi 'la bambina che contava le formiche' e Presidente di FUA-AUF, Istituto di Istruzione Superiore che accoglie ogni anno - nelle sue 7 sedi dislocate nel centro storico di Firenze - migliaia di studenti provenienti dagli Stati Uniti (ma anche da oltre 40 paesi del mondo). FUA-AUF è uno degli Istituti internazionali presenti a Firenze di maggior successo, per questo motivo ho ritenuto importante organizzare un’intervista con la sua Presidente (e fondatrice!) per permettere a tutti di conoscere questo modello vincente di istruzione superiore radicato nel cuore della nostra città.
Ecco le sue risposte in forma integrale, buona lettura!
1. FUA-AUF Quando è iniziata questa avventura?
Sono trentacinque anni che mi occupo di international education. Ho lavorato come Resident Director per un college americano negli anni '80. Negli anni '90 ho lavorato per una scuola di lingua e in 12 anni l’ho trasformata in un college.
Nel 1997 ho fondato Apicius International School of Hospitality, la prima istituzione accademica superiore di Hospitality Management in Italia. Offrivamo corsi di uno, due e tre anni e poco study abroad.
Nel 2004 ho fondato FUA-AUF per ragioni soprattutto curricolari e dopo pochi anni Apicius e FUA si sono fusi in un’unica istituzione accademica. FUA-AUF adesso ha 9 scuole, incluso quella di Hospitality.
2. MISSION: Enriching students through Cultural Integration, Community Engagement, and Experiential Learning. Ci puoi spiegare il significato della mission di FUA-AUF?
L’integrazione con la cultura locale e il coinvolgimento degli studenti internazionali con la comunità sono il nostro obiettivo. Abbiamo creato ed elaborato un sistema di istruzione esperienziale basato su entità non profit: i CEMI, Community Engagement Member Institutions. I CEMI sono le vetrine di FUA-AUF nella città, dei veri e propri laboratori didattici, delle aule aperte al pubblico.
Abbiamo un ristorante, una pasticceria, una SPA, una struttura ricettiva, una casa editrice, un negozio di moda, due gallerie d’arte, un laboratorio interattivo per giovani imprenditori. Sono tutti non-profit e raccolti dalla fondazione Palazzi.
Con il nostro modello gli studenti imparano velocemente conoscenze/competenze senza la classica divisione aula-lavoro e i risultati sono eccellenti. Il nostro metodo è efficace anche con studenti con learning disabilities e i learning outcomes sono altissimi rispetto alle metodologie tradizionali.
3. Quali sono i numeri di FUA-AUF: quante università coinvolte, quanti studenti, quanti programmi in un anno prima del coronavirus?
Abbiamo accordi con più di 140 università nel mondo. Riceviamo circa 4000 studenti all’anno da oltre 40 paesi diversi.
4. Perché Firenze è una città così attrattiva per il mondo “Study Abroad”?
Perché è iconica, rappresenta l’Italia, l’arte, lo stile di vita dell’immaginario internazionale e allo stesso tempo è piccola, sicura, amica.
5. Laurearsi alla FUA-AUF vuol dire avere una laurea riconosciuta?
Si, la laurea FUA-AUF è riconosciuta negli USA attraverso un accordo con una partner university. Non solo, tutti i corsi FUA-AUF (oltre 500 in catalogo) ricevono crediti statunitensi.
D’altra parte il riconoscimento è solo un accessorio. C’è la reputazione, la chiara fama, che non ha necessità di riconoscimento. Senza voler azzardare paragoni illustri, vorrei menzionare l’esempio di Oxford University, università di fama mondiale che non ha alcun accreditamento.
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