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Segnali Social e posizionamento organico …

Vi volevo sbloccare un ricordo, semplicemente perchè oggi potrebbe tornarvi nuovamente utile … Intorno al 2013 Google decise di lanciare Google+, il suo social network. L’idea alla base di Google+ affondava le radici in un progetto che voleva rivoluzionare il modo in cui venivano cercate le informazioni online e creare un motore di ricerca social dove il ranking fosse influenzato direttamente dai like e dalle interazioni degli utenti. Google ci credette e provò a integrare i +1 (l’equivalente dei like) tra i fattori di ranking, facendo apparire nelle SERP le foto profilo di Google+ accanto ai risultati di ricerca.

Sembrava un’ottima idea, ma si rivelò pessima. Immaginate: siti di qualità discutibile ricevevano più click semplicemente perché la foto profilo del proprietario era accattivante. Questo mandò in tilt le metriche basate sul CTR, creando un problema per gli ingegneri di Google. E così, nel giro di pochi anni, Google+ venne smantellato e con esso l’idea di una correlazione diretta tra segnali sociali e ranking nei motori di ricerca.

L’evoluzione dei segnali sociali

Dopo questo flop il dibattito sui segnali sociali non si è mai spento, ma si è spostato su un piano più indiretto. Per anni è stato detto che le interazioni social – come condivisioni, menzioni senza backlink e discussioni sul brand – non avevano un impatto diretto sul ranking. Piuttosto, queste dinamiche spingevano gli utenti a generare segnali più rilevanti, come backlink spontanei o un aumento del tempo di permanenza sulle pagine di un sito web.

Dieci anni fa i siti web erano la prima, e spesso anche l’unica, tappa per la scoperta di un brand o di un prodotto, mentre i social servivano per confermare ciò che si era già trovato online. Oggi il paradigma si è ribaltato: la scoperta avviene sui social, così come la conferma. Il sito web resta lo strumento utile per approfondire e, soprattutto, per finalizzare una transazione.

Google ha preso atto di questa trasformazione e oggi restituisce SERP sempre più orientate alle transazioni, anche per query che in passato erano puramente informative. È come se Google stesse accettando il fatto che molte ricerche di esplorazione avvengano ormai su altre piattaforme. Il motore di ricerca più usato al mondo si sta trasformando in uno strumento sempre più transazionale e commerciale.

E cosa ne è dei segnali social oggi?

Se la fase di scoperta e persino quella di approfondimento avvengono sempre più sui social, allora è inevitabile che la partita della rilevanza si giochi proprio su queste piattaforme. Google non può più ignorare ciò che accade nei social network, perché altrimenti rischia di mostrare risultati sempre meno pertinenti e di scarsa qualità.

Naturalmente, Google può vedere solo ciò che non è precluso alla scansione, quindi se vuole mantenere la sua posizione dominante, dovrà investire ancora di più per capire cosa interessa davvero agli utenti e dove questi interagiscono con le informazioni. Qualunque pagina web aperta alla scansione di Googlebot verrà esaminata con il massimo delle risorse per comprendere meglio gli interessi del pubblico.

Quindi diventa ancora più fondamentale presidiare tutti i social e monitorate le conversazioni che riguardano il vostro brand. Google ha già un ottimo sensore per il “buzz” online, e i segnali sociali rappresentano già un fattore di ranking più diretto di quanto si pensi. Più un brand sarà discusso e rilevante ovunque, più vedrà un aumento di visibilità nelle SERP di Google. Tenendo bene in mente che nel 2024 quasi 43 milioni di persone in Italia sono state attive sui social media, il 73% della popolazione e che un sondaggio ha mostrato che ancora più della metà degli intervistati (54%) utilizza i motori di ricerca come metodo principale per trovare contenuti online, mentre il 5% si rivolge esclusivamente ai social media e il restante 41% combina entrambi gli approcci. Ma queste percentuali stanno velocemente aumentando …

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SEO & Web Tips and Tools Teoria e Tecnica dei Nuovi Media

IA & SEO, un aiuto per la ricerca delle Keywords

La scelta delle giuste parole chiave è fondamentale per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e attirare il traffico organico verso il tuo sito. Oggi l’IA può aiutarti nel velocizzare ed ottimizzare questo importante task. Vediamo come.

Per iniziare, occorre ‘istruirla’ con alcune informazioni:

  • Qual è il settore o argomento principale?
  • Quali sono i principali concorrenti?
  • Quali sono gli obiettivi del sito web? (ad esempio, aumentare il traffico, generare lead, vendere prodotti)
  • Esiste già un elenco di parole chiave?

E usare la IA nei modi in cui può aiutarvi:

  • Generazione di idee: fornire una lista di parole chiave pertinenti al settore o argomento, tenendo conto delle esigenze specifiche.
  • Stima del volume di ricerca: dare un’idea di quanto vengono cercate le parole chiave che scelte, così da concentrarsi su quelle più popolari.
  • Analisi della concorrenza: Esaminare quali parole chiave utilizzano i competitor e cercare di trovare delle nicchie meno competitive.
  • Suggerimenti per l’ottimizzazione: dare consigli su come utilizzare al meglio le parole chiave nei contenuti, nei titoli, nelle meta descrizioni e nei tag.
  • Utilizzo di strumenti: suggerire alcuni strumenti gratuiti e a pagamento per la ricerca delle parole chiave, come Google Keyword Planner, SEMrush, Ahrefs e altri.

Alcuni consigli generali per la ricerca delle parole chiave:

  • Essere specifici: Evitare parole chiave troppo generiche e concentrarsi su quelle più specifiche e pertinenti al contenuto da promuovere.
  • Considerare l’intento di ricerca: Cercare di capire cosa stanno cercando gli utenti quando utilizzano una determinata parola chiave.
  • Utilizzare diverse varianti: Provare a utilizzare diverse combinazioni di parole chiave, sinonimi e frasi correlate.
  • Non dimenticarsi delle long tail keywords: Le frasi più lunghe e specifiche possono essere meno competitive e portare a un traffico più qualificato.

La ricerca delle parole chiave è un processo continuo. Occorre monitorare le performance nel tempo e apportare eventuali modifiche alla strategia. In questo potete partire dalle basi, ovvero Google Analytics 4 e Search Console…

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L’Intelligenza Artificiale per la SEO: come sfruttarla al meglio

L’intelligenza artificiale non è ormai più una novità, ma una realtà che sta trasformando profondamente il modo in cui interagiamo con la tecnologia in tutti i campi della nostra vita.

E la SEO non fa eccezione. Se fino a poco tempo fa l’ottimizzazione per i motori di ricerca era un’attività prevalentemente manuale e basata su intuito, oggi l’IA offre strumenti sempre più sofisticati per analizzare i dati (sempre da qua si parte), prevedere le tendenze e personalizzare l’esperienza utente.

Perché l’IA è importante per la SEO?

  • Analisi dei dati in tempo reale: L’IA è in grado di elaborare enormi quantità di dati in pochi secondi, identificando le parole chiave più performanti, le tendenze di ricerca emergenti e le preferenze degli utenti. Sia per le strategie di posizionamento organico che per quelle sponsorizzate.
  • Creazione di contenuti personalizzati: Grazie all’IA è possibile generare contenuti su misura per ogni singolo utente, aumentando il coinvolgimento e migliorando le conversioni. O anche semplicemente migliorare i tuoi contenuti esistenti incluso:
    • La ricerca di parole chiave pertinenti.
    • La creazione di titoli e meta descrizioni accattivanti.
  • Ottimizzazione tecnica avanzata: L’IA automatizza molte attività tecniche della SEO, come la creazione di sitemap, la gestione dei backlink e l’analisi della velocità di caricamento delle pagine.
  • Previsione delle tendenze: L’IA può anticipare le future tendenze di ricerca, permettendoti di posizionarti in anticipo sui tuoi competitor.

Esempi concreti di utilizzo dell’IA nella SEO

  • Strumenti per l’analisi dei contenuti: Questi strumenti – sotto trovate una griglia comparativa – utilizzano l’IA per valutare la qualità dei tuoi contenuti, suggerire modifiche per migliorarne il posizionamento e identificare le opportunità di ottimizzazione. Oggi anche Google Analytics 4 e Search Console hanno l’IA integrata.
  • Chatbot e assistenti virtuali: Sempre più aziende utilizzano chatbot – adegautamente istruiti – basati sull’IA per rispondere alle domande dei clienti, fornire assistenza e guidarli all’interno del sito web.

Sfide e opportunità

L’IA offre un enorme potenziale per la SEO, ma è importante essere consapevoli anche dei suoi limiti. L’IA non può sostituire completamente il lavoro umano, soprattutto quando si tratta di creare contenuti originali e di alta qualità. Inoltre, è fondamentale utilizzare gli strumenti di IA in modo etico e responsabile, evitando di manipolare i risultati dei motori di ricerca. Altrimenti il risultato potrebbe essere opposto a quello sperato …

Concludendo l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la SEO, offrendo nuove opportunità per le aziende di migliorare la loro visibilità online ma per sfruttare al meglio il suo potenziale è fondamentale rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e investire nella formazione.

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Come usare Google Trends per la tua Keyword Research

Google Trends è uno strumento prezioso per chi si occupa di keyword research, permettendo di esplorare le ricerche di tendenza in oltre 100 paesi e regioni di tutto il mondo. Nella pagina Le ultime tendenze, puoi concentrarti sulle query più recenti, scoprire tendenze che si sono sviluppate negli ultimi giorni e accedere a dati aggiornati ogni dieci minuti.

Ma come navigare efficacemente questa pagina e sfruttarne al meglio il potenziale?

Di seguito troverai una guida dettagliata per muoverti con sicurezza e utilizzare le informazioni per le tue analisi.

Navigare nella pagina “Le ultime tendenze”

Tendenze

Le tendenze rappresentano le query di ricerca più popolari in una determinata area geografica o periodo di tempo. Ogni query può includere gruppi di ricerche correlate o varianti della stessa parola chiave.

Un elemento utile è il timestamp dell’ultimo aggiornamento, visibile accanto ai dati. Puoi aggiornare il browser per ottenere le informazioni più recenti e, se necessario, ordinare le tendenze in ordine alfabetico cliccando sull’apposita colonna. Questo ti permette di organizzare rapidamente i dati e trovare ciò che cerchi.

Volume di ricerca

Un aspetto interessante delle tendenze è la possibilità di visualizzare il traffico associato a ciascuna query. Questi dati sono raggruppati per tendenza e includono la percentuale di crescita rispetto a un valore di riferimento. Se desideri focalizzarti sulle query più rilevanti, puoi ordinare i dati in base al volume di ricerca in modo decrescente.

Quando iniziano le tendenze

Ogni query mostra il momento in cui ha iniziato a diventare popolare e se è ancora attiva o meno. Le tendenze si dividono in:

  • Attive: query ancora molto ricercate.
  • Terminate: query che hanno perso popolarità e sono tornate a un volume di ricerca normale.

Può capitare che una tendenza terminata riemerga in futuro, quindi è utile monitorarle nel tempo. Per una visione più chiara, puoi ordinare le query in ordine cronologico decrescente.

Grafico delle tendenze

Il grafico delle tendenze ti offre una panoramica visiva dell’andamento del volume di ricerca per una determinata query nell’intervallo di tempo selezionato. Puoi scegliere di analizzare i dati delle ultime 4, 24, 48 ore o degli ultimi 7 giorni.

Un dettaglio da tenere a mente: il grafico della pagina “Le ultime tendenze” si basa su una corrispondenza esatta, mentre quello della pagina “Esplora” utilizza una corrispondenza generica.

Dettagli delle tendenze

Cliccando su una tendenza specifica, si aprirà un riquadro laterale con maggiori dettagli. Qui puoi vedere le ricerche correlate che compongono la tendenza e approfondire ulteriormente i dati.

Filtrare ed esportare i dati

Per rendere la tua analisi più mirata, puoi applicare filtri specifici. Ad esempio, è possibile:

  • Selezionare la località (es. “Località dell’utente” o un altro paese).
  • Definire l’intervallo di tempo (ultime 4 ore, 24 ore, 48 ore o 7 giorni).
  • Mostrare solo le tendenze ancora attive.
  • Ordinare i dati per pertinenza, titolo, data o volume di ricerca.

Una volta filtrati i dati, puoi esportarli per un’analisi più approfondita. Sono disponibili diverse opzioni di esportazione, tra cui:

  • Copia negli appunti.
  • Download in formato CSV.
  • Feed RSS.

Se hai selezionato righe specifiche, puoi esportare solo quelle, concentrandoti su ciò che ritieni più rilevante.

Approfondimento sulle query di ricerca

Se desideri analizzare nel dettaglio una singola query, fai clic sulla relativa riga nella pagina “Le ultime tendenze”. Un riquadro a destra mostrerà:

  • Un grafico delle tendenze con l’andamento nelle ultime 24 ore.
  • La suddivisione dei dati cliccando su “Esplora”.
  • Articoli correlati alla tendenza nella sezione “Nelle notizie”.

Confrontare query

Google Trends ti permette di confrontare fino a cinque query contemporaneamente. Basta selezionare le caselle di controllo accanto alle query da confrontare e fare clic su Confronta. Se preferisci, puoi esportare i dati in un file CSV per un’analisi più approfondita.

Conclusioni

Utilizzare Google Trends per la keyword research, soprattuto per il vostro blog che dovrenne trattare anche argomenti di attualità, è un modo efficace per scoprire cosa sta catturando l’attenzione del pubblico e identificare opportunità di crescita. Grazie agli strumenti di navigazione, filtraggio e confronto, hai a disposizione un potente alleato per ottimizzare i tuoi contenuti e migliorare la tua strategia SEO.

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Approccio alla Keyword Research 2025

La keyword research è una delle basi del marketing digitale e del posizionamento sui motori di ricerca. Con l’evoluzione del comportamento degli utenti e l’emergere di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, le strategie di ricerca delle parole chiave richiedono un aggiornamento costante. Ecco un approfondimento su come affrontare la keyword research nel 2025.

Introduzione alla Keyword Research

Definizione:
La keyword research è il processo di identificazione delle parole chiave rilevanti per il target di riferimento. Questo processo è essenziale per comprendere le esigenze degli utenti e ottimizzare i contenuti al fine di rispondere alle loro ricerche specifiche (search intent).

Importanza:

  • Consente di intercettare le intenzioni degli utenti.
  • Aiuta a creare contenuti utili e pertinenti, aumentando la visibilità online.
  • Favorisce un miglior posizionamento sui motori di ricerca.

Limiti dei Metodi Tradizionali

Sebbene i metodi classici abbiano dimostrato la loro utilità, presentano alcuni limiti significativi:

  1. Volume di ricerca:
    Concentrarsi esclusivamente sul volume di ricerca può portare a trascurare parole chiave con un potenziale di conversione più alto, ma con un volume inferiore.
  2. Competizione:
    Parole chiave ad alto volume sono spesso altamente competitive, rendendo difficile il posizionamento.
  3. Mancanza di intenzione:
    Non tutte le ricerche indicano un reale interesse o bisogno urgente da parte degli utenti.

Nuovo Approccio alla Keyword Research

Nel 2025, l’attenzione si sposta dalle metriche tradizionali all’analisi delle intenzioni di ricerca.

Focus sulle Intenzioni di Ricerca:

  • Identificare il perché dietro ogni ricerca.
  • Segmentare le parole chiave in base alle fasi del customer journey:
    • Consapevolezza: L’utente cerca informazioni generali.
    • Considerazione: L’utente confronta opzioni.
    • Decisione: L’utente è pronto a compiere un’azione.

Obiettivo:
Creare contenuti mirati che risolvano problemi specifici o rispondano a domande precise.

Strumenti per la Keyword Research

Ecco alcuni strumenti utili per un’analisi efficace:

  1. Google Keyword Planner:
    Ideale per analisi di volumi e tendenze.
  2. Google Search Console:
    Per monitorare le query che portano traffico al sito.
  3. AnswerThePublic:
    Per esplorare domande frequenti e correlazioni tra temi.
  4. Semrush / Ahrefs:
    Strumenti avanzati per analisi dei competitor e identificazione di nuove opportunità.

Consiglio:
Utilizzare una combinazione di strumenti per ottenere una visione completa delle opportunità.

Tecnica delle Correlazioni

Come funziona:

  • Esplorare parole chiave correlate alle query principali.
  • Identificare cluster tematici per ampliare il campo semantico.

Esempio:
Partendo da “vacanze studio”, si possono esplorare varianti come “esperienze all’estero” o “programma Itaca” per catturare un pubblico più ampio.

Applicazione Pratica

  1. Identifica il tema principale.
  2. Segmenta le parole chiave per intenti: informativo, transazionale, navigazionale.
  3. Usa gli strumenti per ottenere dati utili.
  4. Crea contenuti ottimizzati: Sviluppa articoli, landing page o post che integrino le parole chiave in modo naturale.

Uso dell’IA nella Keyword Research

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il processo di keyword research grazie a strumenti sempre più avanzati.

Vantaggi dell’IA:

  • Analisi rapida e approfondita di grandi volumi di dati.
  • Suggerimenti basati su trend e comportamenti degli utenti.

Metodi:

  1. Generazione di keyword: Utilizzare modelli AI per ampliare cluster di parole chiave rilevanti.
  2. Analisi dei dati: Identificare le intenzioni di ricerca attraverso machine learning.
  3. Ottimizzazione predittiva: Prevedere l’efficacia delle parole chiave basandosi su dati storici.

Strumenti IA suggeriti: ChatGPT, SurferSEO, Jasper.

Conclusioni

La keyword research nel 2025 richiede un approccio strategico che combini creatività, analisi e tecnologia.

Punti chiave:

  • Concentrarsi sulle intenzioni di ricerca per creare contenuti pertinenti.
  • Sfruttare strumenti avanzati e tecniche di correlazione per identificare opportunità.
  • Integrare l’intelligenza artificiale per rendere il processo più efficiente e preciso.

Con queste strategie, sarà possibile ottenere risultati sostenibili nel lungo termine, migliorando il posizionamento e la visibilità online.

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Studio sulle Zero-Click Searches (Ricerche senza click) 2024

Nel luglio 2024, Rand Fishkin di SparkToro ha pubblicato uno studio approfondito sul comportamento degli utenti di Google negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Utilizzando dati forniti da Datos, una società del gruppo Semrush, lo studio ha analizzato milioni di ricerche per comprendere meglio le dinamiche post-ricerca.

Principali risultati dello studio:

  • Ricerche senza clic: Negli Stati Uniti, il 58,5% delle ricerche su Google termina senza che l’utente clicchi su alcun risultato. Nell’Unione Europea, questa percentuale sale al 59,7%. Ciò indica che una significativa porzione di utenti trova le informazioni desiderate direttamente nella pagina dei risultati o abbandona la ricerca senza ulteriori azioni.
  • Clic verso proprietà di Google: Negli Stati Uniti, quasi il 30% dei clic post-ricerca porta a siti di proprietà di Google, come YouTube, Google Maps o Google Flights. Nell’Unione Europea, questa percentuale è leggermente inferiore, suggerendo che le normative europee potrebbero aver limitato l’auto-preferenziazione di Google.
  • Clic verso il web aperto: Per ogni 1.000 ricerche su Google, solo 360 clic negli Stati Uniti e 374 nell’Unione Europea conducono a siti web non affiliati a Google. Questo evidenzia una diminuzione del traffico verso il web aperto, con implicazioni significative per editori e creatori di contenuti.

Implicazioni per i professionisti del marketing:

Questi dati sottolineano l’importanza di adattare le strategie di marketing digitale. Con una crescente percentuale di ricerche che non generano clic verso siti esterni, è fondamentale creare contenuti che offrano valore direttamente nelle piattaforme, senza richiedere necessariamente un clic. Inoltre, comprendere le dinamiche delle ricerche senza clic può aiutare le aziende a ottimizzare la loro presenza online e a interagire efficacemente con il pubblico.

Per una comprensione più dettagliata e per visualizzare i grafici associati, si consiglia di consultare l’articolo completo di Rand Fishkin su SparkToro:

https://sparktoro.com/blog/2024-zero-click-search-study-for-every-1000-us-google-searches-only-374-clicks-go-to-the-open-web-in-the-eu-its-360/.

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10 Skills per Instagram 2024

Ne parleremo al Corso Intensivo del 2 Febbraio 2024 (ore 9,00-18,00)
Dove: The Social Hub Firenze
Costo: €128,00 + Iva*
Speakers: Marco de la Pierre, Paolo Ramponi, Alessandro Galatoli, PanVision Team, Elena Farinelli, Matteo Lasignora
Lunch Break: 13,00-14,00 (pranzo offerto da dotFlorence Srl)

*sconto 25% associati/e AGT con codice AGT2024
*sconto 25% clienti dotFlorence Srl con codice
DOT2024

» SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO

Benvenuti nel mondo sempre in evoluzione di Instagram, dove l’arte di navigare tra foto, storie e reel diventa sempre più raffinata e dinamica. Nel 2024, la piattaforma si presenta con nuove sfide e opportunità, richiedendo un set di skills agile e innovativo per navigare al meglio nel mare sempre mutevole dei contenuti digitali. In questo articolo, esploreremo le 10 principali best practices – alcune forse banali ma sempre da ricordare – che diventeranno fondamentali per massimizzare la tua presenza su Instagram. Preparatevi a scoprire come affinare le vostre abilità digitali per emergere in un panorama sempre più competitivo e stimolante.

COMUNICAZIONE

Instagram richiede una comunicazione efficace con il proprio pubblico. Dalla scrittura di testi persuasivi alla trasmissione di idee coinvolgenti, l’obiettivo è creare una connessione autentica con i follower. La chiave per un successo di vendita duraturo risiede nella capacità di instillare fiducia, permettendo al pubblico di riconoscere e apprezzare il valore distintivo della vostra identità digitale.

CREATIVITÀ

Siate creativi nel concepire formati originali, sviluppate contenuti unici e definite il vostro stile distintivo. Ci sono tanti tools – solo per citarne alcuni Canva, CapCut, Vsco – che possono facilitarvi in questo. Mantenete anche un costante sguardo alle tendenze in evoluzione, adattandole in modo intelligente alla vostra specifica nicchia per massimizzare l’impatto delle vostre creazioni.

ADATTABILITÀ

Una competenza chiave per raggiungere il successo nei social media oggi è la prontezza nel reagire e adattarsi rapidamente alle mutate circostanze. Come professionisti del marketing, è essenziale essere tanto flessibili quanto il mondo che ci circonda. Mantenersi allineati ai cambiamenti economici, politici e culturali ci consente di rimanere in sintonia con il nostro pubblico e di adattare la nostra strategia di conseguenza. Attualità è la parola d’ordine.

ANALISI DEI DATI

Per espandere la propria presenza su Instagram, risulta cruciale esaminare attentamente i contenuti, trarre conclusioni pertinenti e adattare la strategia di conseguenza. Ottenere significativi risultati diventa un compito arduo senza una competenza efficace nell’analisi dei dati e delle metriche di performance. Iniziando da Insight.

GESTIONE DEL TEMPO

È estremamente semplice lasciarsi trascinare mentre si scorre Instagram e, in un batter d’occhio, trascorrono ore preziose. Così come lo è nell’editare reels, storie o semplicemente post elaborati. Considerando che tempo, attenzione ed energia sono risorse limitate, diventa essenziale gestirle con saggezza e attenzione.

COPYWRITING

Possedere competenze nella creazione di testi persuasivi, una comprensione approfondita del SEO e la capacità di catturare l’attenzione sono elementi che accelereranno notevolmente la vostra promozione su Instagram. Una scrittura efficace si rivela fondamentale in tutte le forme di contenuto, che siano post, reel, storie o messaggi diretti, costituendo un’abilità chiave per la crescita su questa piattaforma.

MARKETING

Sfruttare i social media per la propria attività va oltre la semplice interazione sociale; ormai rappresenta una importante forma di brand positioning. Possedere una solida comprensione delle fondamenta del marketing si dimostra cruciale per accelerare significativamente la propria crescita in questo contesto.

STRATEGIA

Sebbene i social media possano apparire divertenti, il successo nel social media marketing richiede una strategia ben definita. Le strategie dei social media possono essere apprese tramite la formazione, ma possedere una mentalità strategica e un’inclinazione naturale al pensiero strategico conferisce un notevole vantaggio.

PROJECT MANAGEMENT

I professionisti del social media devono dimostrare abilità nella gestione di una varietà di compiti, il che richiede competenze solide in project management. Dall’elaborazione di programmi di pubblicazione alla gestione dei contatti e dei profili sui social media, una robusta capacità di gestione dei progetti consente di mantenere sotto controllo tutte le attività in modo efficace.

CUSTOMER CARE

Fornire assistenza ai bisogni o alle domande dei clienti sui social media va oltre la semplice risoluzione di problemi; implica la capacità di comunicare efficacemente e individuare opportunità per instaurare connessioni significative. Gestendo l’assistenza clienti attraverso i social media, si costruiscono relazioni robuste, contribuendo a ottenere l’apprezzamento della comunità e a lasciare un’impressione memorabile. Attenzione ai DM.

A chi è rivolto il Corso Intensivo del 2 Febbraio 2024:

  • Guide turistiche
  • Agenzie di viaggio
  • Tour operator
  • Creatori di esperienze
  • Wedding planners
  • Gestori attività di hospitality

    Sono previsti sconti per le iscritte/gli iscritti ad AGT e per i clienti storici di dotFlorence:
    *sconto 25% associati/e AGT con codice AGT2024
    *sconto 25% clienti dotFlorence Srl con codice DOT2024

Articolo di Paolo Ramponi


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I 10 più comuni errori SEO tecnici

Tutti risolvibili con una buona e costante SEO Audit…

Articolo di Paolo Ramponi (nella top ten dei SEO Riders Italiani)
L’ottimizzazione di un sito web è un processo complicato, perchè le carte in tavola vengono cambiate spesso e senza preavviso. Di conseguenza nessun risultato di posizionamento organico è da considerarsi permanente.
L’audit – verifica dello stato di salute del vostro sito –  include decine di controlli e richiede conoscenze diverse (tecniche e umanistiche) per un continuo aggiornamento e una  continua revisione.
Di seguito vi elenco alcuni errori ‘vecchi’ e ‘nuovi’ cioè generati a seguito degli ultimi core update dell’algoritmo di Google. 

1. Index Management: ottimizzare il crawl budget (risorse di scansione dedicate da Google al tuo sito)
Usa rel canonical, noindex tag. Detta così sembra una espressione in aramaico. semplifichiamo con un classico: apri la home di Google e nella search box digita:
site:tuonome.com
Se all’ultima pagina appare questo messaggio
corso-seo-google-2019

C’è da lavorare (e sui siti non di ultima generazione è quasi sicuro che questo succeda!).

2. Localization: HREFLang
Il tag rel alternate hreflang è ormai fondamentale per i siti multilingua.
Quindi ti devi occupare di questo se il tuo sito è multilingua e se offre contenuti targettizzati per mercati diversi.
<link href=”https://www.tuosito.com/” rel=’canonical’ />
<link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.tuosito.com” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de” href=”https://www.tuosito.com/de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.tuosito.com/it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr” href=”https://www.tuosito.com/fr/” />
e poi volendo all’infinito
<link rel=”alternate” hreflang=”en-en” href=”https://www.tuosito.com/en-en/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”de-de” href=”https://www.tuosito.com/de-de/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”it-it” href=”https://www.tuosito.com/it-it/” />
<link rel=”alternate” hreflang=”fr-fr” href=”https://www.tuositor.com/fr-fr/” />

Già analytics vi mostra le metriche relative:

Possiamo e dobbiamo guidarlo, gestirlo, aggiornarlo… mi raccomando!

3. Keyword Cannibalization
Questa è facile, succede
quando hai più pagine sul tuo sito in competizione per le stesse parole chiave. Evitiamo, please!

4. Over Optimized Anchor Text
Ovvero Low Quality a href, testo al quale è collegato un link (sia interno che esterno)…

Sono considerate irrilevanti le ancore con oltre 100 caratteri, a meno che non si tratti di un URL lungo. Altre ancore di bassa qualità sono in lingua diversa rispetto a quella del sito e con simboli.
Per la cronaca google classifica gli anchor solo in questi pochi tipi…:

  • Branded: un testo di ancoraggio che include il nome del tuo marchio o una leggera variazione.
  • Generic: un’ancora che utilizza un termine generico e non include il marchio, ad esempio: “clicca qui“, “leggi di più” o “visita il sito“.
  • Image: un collegamento privo di ancoraggio viene generalmente mostrato come vuoto.
  • Miscellaneous: un’ancora che non si qualifica come generica, ma che non è altrimenti correlata al sito Web. Lo spam nei forum e nei commenti classico esempio.
  • Low Quality: un’ancora di oltre 100 caratteri è generalmente un’ancora irrilevante a meno che non sia un URL lungo. Un’altra ancora di bassa qualità è una lingua diversa e con simboli.
  • Targeted: un’ancora che include il termine esatto o parziale per il quale stai cercando di classificare, efficace per ottenere classifiche ma con un rischio maggiore di attivare un filtro di Penguin sul tuo sito.
  • Topical: un’ancora sull’argomento, ma che non include il termine designato. Ad esempio, un sito affiliato che recensisce le “migliori scarpe da corsa” potrebbe includere ancore di attualità come: “allenamento sano“, “brucia molte calorie” o “sport ad alto impatto“. Ah, la semantica web…!
  • URL: questo è probabilmente il più ovvio, ma le ancore che sono URL nudi come “esempio.com” e “https://esempio.com” contano come URL.
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SEO & Web Tips and Tools Formazione Web Turismo

SEO 2020: fra lo Zoo di Google e la Pandemia!

Sapete una cosa? La SEO continuerà ad essere.

Perchè Bert e tutti i suoi amici Penguin, Panda, Colibrì – insomma GoogleZoo –  il Mobile First Indexing così come il caro PageSpeed e tutte gli altri innumerevoli componenti dell’algoritmo più famoso del web continueranno a scansionare i vostri siti, leggerli, giudicarli, classificarli, penalizzarli … ma anche premiarli!
Quindi?
In questo periodo di lockdown nessuno può uscire di casa,  ma molti dei vostri futuri  potenziali clienti stanno sognando il loro prossimo viaggio, pensano al tempo che  dovranno recuperare e a quando potranno nuovamente muoversi liberamente nel mondo, immaginando luoghi da visitare per lasciarsi alle spalle la tristezza e la tensione di questi giorni.
E fanno ricerche. E navigano le pagine dei risultati. E visitano siti…
Vero, leggere Analytics superficialmente demoralizza, il numero di queste visite è in rosso per tutti (da un minimo del -40% a un -75/80% …). Ma non è questo che dovete prendere come riferimento.
In primis pensiamo a mantenere su buoni livelli la frequenza di rimbalzo, il numero di pagine viste e il tempo di permanenza sul sito: tutte metriche impattanti sul posizionamento.

Ma il famoso detto “Content is the King”?

Paolo RamponiSfruttiamo questo momento anche per dedicarci ai contenuto del nostro sito: fermo restando che mediamente solo il 37% dei siti on line ricevono aggiornamenti costanti, spesso mi sento dire che non c’è il tempo per fare un ‘content audit‘ almeno due volte all’anno, come è consigliato.
Ecco, ora il tempo c’è. Gli strumenti pure. Ve li mette a disposizione Google.  Anche in quarantena (come sono buoni a Mountain View…)
E quali sono? Il già citato Google Analytics ma soprattutto Search Console. Qua potete (in realtà DOVETE) scoprire la esatte chiavi di ricerca digitate dagli utenti (non quelle che immaginate voi… quelle vere, e qua l’ego potrebbe prendere schiaffi, perchè scoprirete per cosa in realtà Google vi ritiene autorevoli e correlati …) e di conseguenza capire come Google vi posiziona per queste! Non solo vi dirà le Impressions (visualizzazioni in Search Engine Result Pages) ma anche il Click Through: cioè mi vedono e son felice, ma quanti mi cliccano? Che se sono parecchi sono anche più felice, e magari converto …
Bene.
Scoprirete che certe pagine hanno molte impressions ma pochi click, che altre hanno molti click ma non convertono. Sarà di conseguenza il caso di riguardare e correggere (o cercare almeno di migliorare) i Tag Title, gli Snippets, i PayOff – che io chiamo amichevolmente Battle Cries – le Call to Action … la parte semantica… con la giusta tassonomia e formattazione del testo (lunghezza, h1, h2, paragrafi, internal/external linking…).
Studiate.
Anticipate i vostri competitors,  fate benchmarks,  fate retroingegneria. Fate analisi,  fate prove.
Monitorate costantemente le tendenze, le richieste sono in fase di mutazione. Offrite soluzioni, fatevi vedere presenti e reattivi. Presidiate i social. Pensate a studiare offerte ora, sui servizi dove avete più margine di contribuzione, perchè i soldi saranno meno per un pò, la richieste formulate con parole ‘economico’ ‘sconto’ ‘offerta’ saranno numerose.
Prendete confidenza con il vostro sito (che non sapete quanto si sente solitamente solo e quanto ha bisogno di voi) e gli strumenti da sempre a vostra disposizione per aiutarlo a crescere. Fate programmazione, se non vi piace la parola piano editoriale: tenete presente che tutto questo finirà, quando e come non si sa, ma finirà. Non può piovere per sempre. Sarà banale dirlo, ma quando spunterà il sole se avete tenuto aperto l’ombrello, lo chiudete e belli asciutti ripartite. Altrimenti prima dovete aspettare di asciugarvi…
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Paolo Ramponi
dotFlorence Web Agency
Co-Founder Turismo Digitale
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